Stipsi in gravidanza? Prova a fare attività fisica in piscina

Nei nove mesi di gravidanza la regolarità intestinale della donna può risentirne. La stipsi è infatti uno dei disturbi più comuni per la futura mamma. Come scongiurare il rischio di dover fare i conti con la stitichezza? L’abbiamo chiesto al dottor Gianalfredo Franzoni, ginecologo di Humanitas San Pio X.

La stitichezza si caratterizza per una ridotta frequenza dell’evacuazione o per il verificarsi di evacuazioni dolorose o difficoltose. La sensazione è di incompleta evacuazione e di ostruzione. La stipsi può accompagnare i tre trimestri di gravidanza e addirittura persistere qualche settimana dopo il parto sebbene la stitichezza sia un disturbo che può accompagnare la donna in ogni fase della sua vita: «A ogni età la donna può lamentare disturbi intestinali, dall’adolescenza alla premenopausa, dalla gravidanza alla fase post-menopausa ed è bene che sempre presti attenzione alla salute del proprio intestino. In gravidanza certamente i problemi in questo distretto si accentuano per ragioni ormonali», spiega il dottor Franzoni.

Perché si è colpiti da stipsi

«Con l’avvio della gravidanza – continua – aumenta la produzione di progesterone, un ormone femminile, che permette l’impianto dell’embrione nell’utero. Ma il progesterone ha anche un effetto rilassante su tutte le fibre muscolari, anche di quelle dell’intestino. Questo effetto non fa altro che far diminuire la peristalsi, ovvero l’insieme delle contrazioni intestinali necessarie per far progredire il prodotto della digestione».

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Anche altre variazioni della fisiologia della donna in gravidanza spiegano perché spesso si manifesta la stipsi: «Aumenta il fabbisogno di liquidi; i liquidi extra arrivano proprio dall’intestino e così le feci perdono il contenuto acquoso e diventano più dure. Infine aumenta il volume dell’utero che grava sulle pelvi ma non solo: anche l’intestino ne fa le spese per via della riduzione dello spazio disponibile e il transito intestinale rallenta».

Qualche donna è poi a maggior rischio di stitichezza: «Chi resta incinta a un’età più avanzata, ad esempio, o chi ha una funzione intestinale problematica prima della gravidanza. Anche il sovrappeso è un elemento di disturbo così come una dieta povera di fibre, sempre prima dei nove mesi di attesa», ricorda il dottor Franzoni.

Le contromisure

Generalmente, però, basta correggere lo stile di vita per assicurarsi il benessere intestinale, in primo luogo con l’alimentazione. «Bisogna introdurre più liquidi, bere dunque molta acqua ma anche consumare minestre e passati di verdure, non esagerando con l’apporto di carboidrati. Frutta e verdura ricche di fibre sono utili per la peristalsi, in particolare la verdura cotta, così come cereali integrali e legumi».

Il caffè può aiutare? «Se una paziente è abituata a prenderlo a orari regolari per assecondare la funzione intestinale, allora potrebbe continuare a berlo».

(Per approfondire leggi qui: Gravidanza, spugnature di acqua tiepida o fredda contro il dolore al seno)

Anche mantenersi attive può far bene all’intestino: «In particolare il nuoto o l’attività fisica in acqua. Questo perché in piscina le donne possono assumere delle posizioni che normalmente non possono tenere “liberando” spazio per l’intestino grazie alla riduzione della forza di gravità. Anche lo yoga potrebbe aiutare in questo senso».

Meglio gli osmotici dei lassativi

«Gli osmotici permettono di aumentare il contenuto dell’acqua nelle feci e dunque di migliorare la funzionalità intestinale. Sono degli sciroppi che possono essere presi a ogni pasto. Anche gli integratori multivitaminici o con elettroliti (magnesio, calcio) che spesso si assumono in gravidanza – ad esempio per i crampi o il formicolio degli arti – possono controbilanciare la tendenza alla scarsa motilità intestinale», conclude il dottor Franzoni.