Reflusso, zenzero e curcuma per una migliore digestione: esperti in diretta FB. Guarda il video

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Capita a moltissime persone di digerire a fatica o di avvertire un bruciore dietro lo sterno dopo aver mangiato. Disturbi come il reflusso gastroesofageo hanno chiaramente un legame con l’alimentazione: «In tutte le patologie funzionali l’alimentazione può influenzarne i sintomi: dalla dispepsia, ovvero la cattiva digestione, che riguarda le alte vie dell’apparato digerente, alla sindrome dell’intestino irritabile che invece riguarda le basse vie», spiega il professor Silvio Danese, gastroenterologo e responsabile del Centro Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali dell’ospedale Humanitas e docente di Humanitas University.

Questa mattina lo specialista è stato ospite di Marco Bianchi, chef e divulgatore scientifico di Fondazione Umberto Veronesi, sulla sua pagina ufficiale di Facebook nello spazio “Uno spuntino con…”. In diretta Marco Bianchi ha rivolto domande al professore su alimentazione e salute intestinale, rispondendo anche alle richieste degli utenti del social network.

Pochi grassi e niente pasti abbondanti per evitare il reflusso

In tanti hanno chiesto cosa fare contro il reflusso, uno dei disturbi più diffusi a carico dell’apparato digerente. Cosa è meglio non mangiare per prevenirlo? «Cibi come menta, caffè, cioccolato, succo d’arancia stimolano la secrezione dei succhi gastrici e l’acidità irrita le mucose dell’esofago. Inoltre il caffè può influenzare la tenuta della valvola che separa lo stomaco dall’esofago e dunque favorire il reflusso. Attenzione alla dieta anche per un altro aspetto: i cibi grassi o i fritti – spiega il professore – rallentano la motilità dello stomaco. Ecco perché molti pazienti lamentano una sorta di effetto “ascensore” del cibo dopo una cena ad alto apporto di grassi».

(Per approfondire leggi qui: Sindrome dell’intestino irritabile: cosa non mangiare)

Ma proprio dalla tavola possono arrivare anche dei rimedi per il reflusso: «Ad esempio lo zenzero e la curcuma possono aiutare chi ne soffre perché sono sostanze naturali procinetiche ovvero aiutano la motilità delle alte vie dell’apparato digerente», dice il professore.

Ma oltre a queste accortezze su cosa mettiamo nel piatto, il professore consiglia anche delle “norme igieniche” anti-reflusso: «È raccomandato fare piccoli pasti, non sovraccaricarsi e non andare a letto subito dopo aver mangiato».

Comunemente l’intestino viene chiamato il nostro “secondo cervello”, ricorda Marco Bianchi. «Questo perché è l’organo più innervato dopo la testa – ricorda il professore – ed è il motivo per cui lo stress può scatenare i sintomi della sindrome del colon irritabile».

Contro la sindrome del colon irritabile si può limitare il consumo di cibi Fodmap

Ecco un’altra malattia che ha a che fare con l’alimentazione. Si tratta di una condizione più diffusa tra le donne («forse per una diversa soglia del dolore o perché giocano un ruolo gli ormoni femminili») e che può essere contrastata rivedendo la dieta. Sotto accusa sono finiti i cosiddetti cibi Fodmap, ovvero alimenti che contengono determinati zuccheri, ovvero Oligosaccaridi, Disaccaridi, Monosaccarici e Polioli come il lattosio, dal potere fermentativo. «È stato dimostrato che limitandone l’apporto o addirittura eliminandoli dalla propria dieta può far regredire a un mese i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile. L’importante è affidarsi sempre a un medico e dunque evitare il fai da te né di ridurre o escludere i Fodmap per lunghi periodi», avverte ancora il professore.

Nella tabella una lista dei cibi ammessi e di quelli che invece possono essere limitati per controllare la sindrome dell’intestino irritabile.tabella-fodmap

(Per approfondire leggi qui: Lo sai che la sindrome del colon irritabile colpisce soprattutto le donne?)

Il fai da te va evitato anche in caso di sospetta intolleranza al lattosio, quando invece è bene «testare la tolleranza individuale ai singoli alimenti e solo dopo una diagnosi certa di intolleranza eliminare i cibi che lo contengono», o per chi vuole assumere probiotici. In questo caso è «raccomandato chiedere consiglio al medico perché i fermenti lattici sono diversi tra di loro e non tutti hanno evidenze scientifiche a supporto della loro efficacia», conclude il professor Danese.

“Spuntino con”, riguarda la chiacchierata fra Marco Bianchi e il prof. Silvio Danese

 

Leggi qui come preparare un gustoso dessert per mantenere in salute l’intestino Plumcake ai frutti rossi, la ricetta di Marco Bianchi amica dell’intestino

 

* La tabella è tratta da healthylifeinurbanjungle.com