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Tumori, ecco cosa c’è da sapere quando colpiscono testa e collo

03/08/2018

I tumori di testa e collo rappresentano il 20% di tutti le neoplasie maligne nell’uomo e nascono principalmente dalle cellule squamose dei tessuti di organi quali labbra, cavo orale, lingua, gola, laringe, faringe, cavità nasali e seni paranasali, ma anche da ghiandole salivari, tiroide, cute del viso e del collo, orbita. Quali sono i principali fattori di rischio e come si interviene? Ne abbiamo parliamo con il professor Giuseppe Spriano, responsabile di otorinolaringoiatria in Humanitas e docente di Humanitas University, Membro del Board dell’IFHNOS.

 

I fattori di rischio

“Negli ultimi dieci anni i tumori orofaringei sono aumentati del 250%, soprattutto in relazione all’aumento proprio di infezioni da Papilloma virus. In Italia, si registrano circa duemila nuovi casi all’anno di tumori orofaringei e le cause, fumo e l’HPV, coprono rispettivamente il 60% e il 40% dei casi. Negli Stati Uniti questa proporzione è 15% e 85% e dunque in Italia ci aspettiamo un’ulteriore crescita di incidenza di questi tumori legata all’infezione da virus del papilloma umano. Questo sta alla base dell’attuale disponibilità in Italia della vaccinazione anti-HPV non solo per le ragazze ma anche per i maschi. Purtroppo la riduzione d’incidenza legata all’immunizzazione della vaccinazione richiederà decenni e solo dopo il 2060 questi tumori diminuiranno”, ha spiegato il professor Spriano.Oltre il 70% dei tumori di testa e collo è legato al consumo di alcol e al vizio del fumo. Alcol e fumo sono dunque due dei principali fattori di rischio per l’insorgenza di questo gruppo di neoplasie, soprattutto per quelle a origine dalle mucose. Gioca un ruolo centrale negli ultimi decenni anche l’infezione da Papilloma Virus Umano, in particolare nei pazienti con tumore dell’orofaringe è stata osservata la presenza di un’infezione da HPV, soprattutto HPV16.

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La diagnosi deve essere precoce

Come per gli altri tipi di tumore, anche per i tumori di testa-collo è preziosa la diagnosi precoce. A seconda della sede di insorgenza, possono presentarsi sintomi diversi. Spesso si tratta spesso di segnali aspecifici, che rischiano di essere sottovalutati perché ricondotti ad altro. In presenza di uno dei seguenti segnali, che persiste per più di tre settimane, è bene sottoporsi a visita otorinolaringoiatrica per accertare la natura del disturbo:

Nodulo al collo.
Dolore alla lingua.
Chiazze bianche o rosse a livello della mucosa orale.
Mal di gola.
Dolore alla deglutizione.
Abbassamento della voce
Ostruzione nasale monolaterale.
Epistassi.

 

La chirurgia robotica in prima linea nei trattamenti

La chirurgia è in genere il trattamento di prima scelta per questo tipo di tumori, ma possono essere indicate anche chemioterapia, radioterapia o una combinazione delle diverse opzioni. Negli ultimi anni la chirurgia robotica ha aperto nuovi orizzonti anche in ambito otorinolaringoiatrico, in particolare nel trattamento dei tumori orofaringei.

“In genere, i tumori causati dall’HPV si presentano in soggetti più giovani rispetto ai casi di tumore da fumo – ha concluso il prof. Spriano -: questo è importante perché per il paziente più giovane la necessità estetica e funzionale può avere un peso maggiore. A questa può rispondere la chirurgia robotica, che consiste nell’introdurre piccole braccia meccaniche che replicano il movimento delle mani del chirurgo, asportando il tumore attraverso la bocca, senza necessità di ricorrere a un accesso chirurgico esterno. È in questo che la chirurgia robotica fa la differenza rispetto agli interventi chirurgici classici, con i quali il tumore veniva asportato aprendo il collo, il labbro, la mandibola, per raggiungere la base della lingua, dove di solito si formano i tumori da HPV. Infatti, il virus si localizza nel tessuto linfatico della tonsilla linguale o palatina, dove dà origine a un’infiammazione cronica che può poi evolvere in tumore: l’1 per cento delle persone che ha il virus sviluppa poi il tumore. Il maggior costo della chirurgia robotica è solo apparente perché compensato, oltre che dai vantaggi estetici e funzionali, da una riduzione della degenza di circa un terzo e ripresa della vita familiare e lavorativa con largo anticipo”.

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