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Chirurgia generale

Occhio, noduli e piccole ulcere i possibili segnali di un tumore alle palpebre

09/03/2018

Anche l’occhio può essere sede di neoplasie di diversa natura. Alcune di queste possono avere origine dalle strutture interne dell’occhio, come il retinoblastoma, tumore raro del bambino che si sviluppa a partire dalle cellule nervose della retina. Altri tumori che possono interessare l’occhio e la regione perioculare sono tumori epiteliali, come spiega la dottoressa Alessandra Di Maria, oculista e referente di malattie di orbita, palpebre e vie lacrimali di Humanitas.

I tumori cutanei non melanoma

I tumori perioculari rientrano nell’ampia categoria delle neoformazioni, distinte da entità come le cisti palpebrali che possono essere in orzaioli, calazi, cisti sebacee etc. Le neoplasie maligne a partenza dalla regione perioculare rappresentano il 95% dei tumori oculari. Possono presentarsi in tutta la regione o avere origine dai seni paranasali. «Bisogna prestare attenzione a qualsiasi neoformazione che non recede e che si presenta come una lesione nodulare o ulcerativa», avverte la specialista.

La forma più comune è il carcinoma a cellule basali, seguito dal carcinoma spinocellulare o squamocellulare, entrambi tumori cutanei che originano dalle cellule profonde dell’epidermide: «Il primo – aggiunge l’esperta – rappresenta l’85%-90% di tutti i tumori maligni della palpebra mentre il carcinoma spinocellulare il 5%».

I primi sono noti come “basaliomi” e, al pari del carcinoma squamocellulare, tendono spesso a formarsi, per l’appunto, sulla pelle del viso, quella maggiormente esposta all’azione dei raggi solari. Tra i fattori di rischio di questi due carcinomi ci sono anche le caratteristiche fenotipiche individuali, tra cui anche il colore della cute. Gli individui con occhi, pelle e capelli chiari hanno un maggior rischio se esposti ai raggi solari senza protezione.

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Una differenza fondamentale tra questi due tumori è che il basalioma ha uno sviluppo localizzato alla sede d’origine mentre il carcinoma squamocellulare può invece dare origine a metastasi. L’evoluzione del carcinoma basocellulare è lenta e graduale e ciò permette di intervenire tempestivamente e in maniera risolutiva.

Melanoma e adenocarcinoma

«Nell’1% dei casi il tumore perioculare è il melanoma oculare. Più rara, invece, è la formazione di un quarto tipo di tumore palpebrale maligno, molto aggressivo, con un alto rischio di recidiva e una prognosi sfavorevole. Si tratta dell’adenocarcinoma che può originarsi dalle ghiandole delle palpebre, sebacee o no, e non si presenta nella forma nodulare o ulcerativa», spiega la specialista.

Questo, a differenza delle altre forme di tumore, interessa in moltissimi casi la palpebra superiore e la regione della ghiandola lacrimale quindi «dev’essere valutato con una risonanza magnetica, l’esame diagnostico con cui si esaminano i tessuti molli».

La diagnosi e il trattamento

Come per le altre neoplasie, anche per i tumori cutanei palpebrali è fondamentale la diagnosi precoce: «In base alla localizzazione e al tipo di tumore si procede secondo un preciso iter diagnostico e terapeutico».

La biopsia standard non viene eseguita per tutti i tumori palpebrali: «In caso di carcinoma basocellulare viene asportato tutto il tumore  eseguendo una biopsia excissionale con esame istologico intraoperatorio (tecnica frozen section). Il paziente è in sala operatoria, si asporta il tumore i cui margini vengono valutati istologicamente. È importante eseguire l’esame istologico dei margini liberi della palpebra. Questo perché, se si è certi che il tumore sia stato del tutto rimosso, si può completare l’intervento con la ricostruzione della palpebra altrimenti si continua con un intervento più radicale finché i margini sono liberi da cellule tumorali».

Per il carcinoma spinocellulare e il carcinoma delle ghiandole si esegue invece la biopsia per l’esame istologico e la stadiazione del tumore. «In caso di adenocarcinoma localizzato si asporta il tumore con un intervento massiccio cranio-facciale, altrimenti si procede diversamente in caso di metastasi».

Infine il melanoma: «Il tumore viene asportato completamente e il paziente è avviato alla stadiazione del tumore. Il paziente seguirà una stadiazione e i successivi controlli di follow up altrimenti andrà trattato secondo il protocollo terapeutico specifico per il melanoma», conclude la dottoressa Di Maria.

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