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Sistema nervoso

Ictus cerebrale: ecco i segnali a cui prestare attenzione

28/10/2019

Il 29 ottobre ricorre la giornata mondiale contro l’Ictus cerebrale. Ictus: pochi minuti valgono la vita, è il tema scelto dall’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale (A.L.I.Ce. Italia Onlus), che ci ricorda quanto sia fondamentale il tempismo per scongiurare gravi problemi futuri.

Ce ne parla la Dottoressa Simona Marcheselli, Responsabile dell’Unità autonoma di Neurologia di urgenza e Stroke unit di Humanitas Research Hospital.

 

Ictus: cos’è e come si manifesta

Ogni anno, in Italia, sono circa 185.000 le persone che vengono colpite da ictus cerebrale: di questi, 35.000 sono ripetizioni dopo il primo episodio, mentre 150.000 i nuovi casi.

L’ictus, che letteralmente significa “colpo” – termine che dà già l’idea di repentinità improvvisa che caratterizza la malattia – è causato dalla rottura o chiusura di un vaso sanguigno cerebrale. Se il danno alle cellule cerebrali è causato da una riduzione dell’apporto di ossigeno e di nutrimenti al cervello, siamo di fronte a un’ischemia. Se invece dipende dalla fuoriuscita di sangue da un vaso, parliamo di emorragia cerebrale.

L’ictus cerebrale rappresenta in Italia la terza causa di morte, e la prima causa di disabilità: l’incidenza è piuttosto bassa fino ai 40-45 anni, per aumentare gradualmente e raggiungere il suo apice dopo i 70 anni.

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I segnali a cui prestare attenzione

I sintomi di Ictus possono essere diversi e presentarsi in gravità variabile.

Tendenzialmente il primo sintomo è la manca di forza a carico degli arti vi possono poi essere problemi alla vista come parziale cecità o visione doppia, difficoltà a parlare e a ricordare le parole da dire, insieme a difficoltà di coordinazione e disturbi della sensibilità.

In caso di emorragia cerebrale, si può aggiunge anche un forte mal di testa.

Quando si presentano questi sintomi è fondamentale rivolgersi al 118 immediatamente: l’ictus ischemico deve essere trattato entro 4, 5 ore, altrimenti i farmaci rischiano di essere non solo inutili, ma dannosi.

 

Prevenire è meglio che curare

Come per molte malattie, la prevenzione risulta fondamentale. Effettuare visite periodiche presso il proprio medico di base aiuterà a mantenere controllato il proprio profilo di rischio vascolare.

Ci sono alcuni accorgimenti pratici, però, che possono essere molto utili nella prevenzione, come non fumare, praticare attività fisica quotidiana, mantenere controllato e nella norma il peso corporeo (nei soggetti in sovrappeso si possono avere effetti negativi sulla pressione arteriosa). È bene anche limitare il consumo di alcolici, ridurre il consumo di grassi di origine animale, di sale e aumentare il consumo di frutta, verdura, legumi, grassi polinsaturi.

Infine bisogna ricordarsi di controllare la pressione arteriosa e i livelli di glicemia con frequenza, e qualora le modificazioni alimentari e dello stile di vita non siano sufficienti bisognerà, dietro consiglio medico iniziare terapie adeguate che devono essere assunte in modo scrupoloso.

 

 

 

 

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