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Chirurgia generale

Tunnel carpale, dopo l’intervento la mano torna sana in un’ora

26/03/2019

Si tratta di una malattia molto comune che interessa gran parte della popolazione ed è molto fastidiosa perché inibisce l’uso delle mani. La sindrome del tunnel carpale, una patologia che coinvolge un canale del polso in cui passano il nervo mediano e i nove tendini flessori delle dita, andando fino all’avambraccio e alla mano, consiste nell’aumento di pressione sul nervo. Proprio il suo schiacciamento è all’origine di questa sindrome che si rende riconoscibile al paziente attraverso delle piccole scariche che portano al formicolio. Della nuova operazione chirurgica grazie alla quale è possibile riprendere il controllo dei propri arti in una sola ora ne abbiamo parlato con la dottoressa Luciana Marzella, dell’Unità Operativa di Ortopedia esperta in Chirurgia della Mano.

 

I sintomi del tunnel carpale

I sintomi della sindrome del tunnel carpale sono diversi e soprattutto cambiano con l’aggravarsi della patologia, che inizialmente non genera un vero e proprio dolore ma solo un formicolio al polso che si manifesta spesso di notte. Dal semplice fastidio si può arrivare però ad un vero deficit motorio che coinvolge anche il braccio e la spalla. La debolezza della mano e delle dita invece può arrivare a ridurre le capacità di afferrare saldamente gli oggetti. “Quando il nervo peggiora e degenera si perde progressivamente la sensibilità e dunque la forza – spiega la specialista -: molti pazienti raccontano che prendendo un piatto gli cade dalle mani. Le dita più colpite da intorpidimento e formicolio sono il pollice, l’indice, il medio e l’anulare, ma non il mignolo”.

 

Diagnosi e intervento chirurgico

L’elettromiografia, esame in grado di valutare lo stato di muscoli e nervi, è quello tramite il quale si può diagnosticare una sindrome del tunnel carpale, grazie alla possibilità di verificare lo stato del nervo mediano. “Quando ci troviamo di fronte una sintomatologia importante bisogna intervenire chirurgicamente – ha spiegato la dottoressa – si possono eseguire interventi classici “open”, con una vera incisione del palmo, normalmente praticati con operazioni mini-invasive in cui viene fatta una piccola incisione di meno di 1 cm al polso. Quindi si passa a decomprimere il nervo. Il lato positivo di queste operazioni mini-invasive è che consentono una ripresa molto più rapida: già il giorno stesso il paziente riesce a muovere, aprire e chiudere le dita e usare la mano, a solo un’ora di distanza dall’intervento”.

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