Apparato respiratorio

Rinosinusite, quando naso e seni paranasali sono infiammati

14/03/2018

Un tipico male di stagione, che però può tormentare chi ne soffre anche fuori dal periodo autunnale e invernale, è la sinusite, ovvero l’infiammazione dei seni paranasali, con il suo corredo di sintomi che vanno dal naso chiuso alla tosse ai dolori al volto, spesso sotto le orbite o alla fronte. Ma più che di semplice sinusite bisogna parlare di rinosinusite: «È questa la definizione corretta. La sinusite intesa come infiammazione dei seni paranasali, le cavità pneumatiche scavate nello scheletro del cranio, non può essere considerata senza che lo stesso processo infiammatorio coinvolga il naso», sottolinea il dottor Luca Malvezzi, otorinolaringoiatra e specialista in chirurgia cervico facciale di Humanitas. Per la sua valutazione è indispensabile il coinvolgimento di più medici.

La sinusite, infatti, “comunica” con diverse patologie: «Il mondo delle rinosinusiti – continua l’esperto – è tanto variegato quanto purtroppo sottovalutato sia dalla classe medica che dai pazienti. Eppure una vasta letteratura medica si occupa delle rinosinusiti e, più estesamente, delle infiammazioni delle vie respiratorie in generale, proprio a sottolineare come il quadro clinico non debba essere affatto sottovaluto potendo comprendere numerose altre problematiche: sensibilizzazione allergica e asma in primo piano, ma anche ovattamento auricolare, disturbi del sonno e inabilità scolastica o lavorativa. La spesa sanitaria per queste problematiche è in deciso aumento, e, allo stesso tempo, sono in aumento gli sforzi in termini di ricerca per comprendere più a fondo queste patologie».

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Non solo dall’otorino

Riconoscere i sintomi specifici della rinosinusite è molto importante per definire il quadro di questa condizione e scegliere il trattamento più adeguato: «Ostruzione respiratoria nasale, rinorrea anteriore (produzione di muco) o posteriore (scolo retropalatale), riduzione dell’olfatto (iposmia), del gusto (disgeusia), dolori facciali, ovattamento auricolare, tosse, febbricola. Quando questa sintomatologia è durevole, ripetitiva e il muco giallo o viscoso, è imperativa una valutazione specialistica, anzi multidisciplinare».

«L’otorinolaringoiatria non basta. Può facilmente diagnosticare una rinosinusite e ad esempio definirne alcune caratteristiche “fenotipiche”, ovvero la presenza di polipi nasali. Deve tuttavia coinvolgere allergologo, pneumologo, immunologo, a volte infettivologo, per tracciare un profilo del paziente sulla base delle caratteristiche dello “endotipo”», aggiunge il dottor Malvezzi. «Il riconoscimento delle caratteristiche immunologiche del paziente è fondamentale per un adeguato planning terapeutico, farmacologico (oggi con la nuova generazione di farmaci antinfiammatori – biologici) o chirurgico».

Naso chiuso e aria umida

L’insieme dei sintomi può sovrapporsi, ma con alcune significative differenze, a quelli di altre affezioni, a cominciare dal classico raffreddore anch’esso caratterizzato da congestione nasale. Ma oltre a ciò bisogna guardare anche alla durata della sintomatologia, minore nel caso di rinite. «Gli stessi sintomi, in assenza di muco giallastro segno di infezione, caratterizzano le riniti, allergiche e non, dove comunque vi è la compartecipazione dei seni paranasali, e le rinosinusiti virali», evidenzia il dottor Malvezzi.

Per il trattamento di riniti e rinosinusiti è possibile ricorrere al rimedio domestico dei suffumigi, con un asciugamani calato davanti al viso e l’inalazione dei vapori d’acqua bollente con l’aggiunti di essenze: «Il “fumento”, l’umidificazione ambientale, la detersione delle fosse nasali con soluzione fisiologica non sono solo rimedi di antica memoria ma vengono compresi nei consigli terapeutici della letteratura medica», ricorda lo specialista.

«Il naso e i seni paranasali possono considerarsi come uno zerbino di casa e un deumidificatore ambientale. Purificano e umidificano l’aria che arriva ai polmoni. È importante la preservazione di questa funzione con un corretto inquadramento delle patologie che interessano questo distretto. È allo stesso tempo importante la loro corretta manutenzione, che può essere praticata con lavaggi quotidiani e con una adeguata umidificazione dell’ambiente domestico», conclude il dottor Malvezzi.

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