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Cure e farmaci

Psoriasi, nuovo farmaco biologico approvato da Aifa

21/05/2019

La psoriasi è una patologia autoimmune, infiammatoria e cronica della pelle ad alto impatto sulla vita quotidiana e sociale di chi ne soffre. Nel mondo ne sono affetti circa 125 milioni di individui, mentre in Italia ne soffrono in 2 milioni di pazienti. Più del 10% di questi ha una forma moderata o grave che non può essere trattata solo con i trattamenti topici o con le terapie convenzionali sistemiche. Un nuovo farmaco biologico, recentemente approvato dall’Aifa e ora completamente rimborsabile dal Servizio Sanitario Nazionale, rende possibile il trattamento di questi pazienti la cui cute altrimenti non sarebbe mai completamente libera da lesioni. Ne abbiamo parlato con il professor Antonio Costanzo, Responsabile Unità Operativa di Dermatologia all’Humanitas di Milano.

 

I sintomi della psoriasi alterano la vita sociale e lavorativa

La forma più comune di psoriasi si manifesta con sintomi come chiazze arrossate, ispessimento e desquamazione delle zone colpite con prurito a volte molto intenso.

Si tratta quindi di una malattia che può alterare i rapporti sociali e l’attività lavorativa: le manifestazioni cutanee provocano infatti disagio, vergogna e frustrazione, impedendo a volte anche le più banali attività ricreative. Tornare ad avere una pelle normale invece può restituire ai pazienti la vita sociale. Il nuovo farmaco biologico è un anticorpo monoclonale, il primo e unico trattamento biologico per la psoriasi che ha come bersaglio il recettore dell’interleuchina-17.

Il meccanismo d’azione e caratteristiche sono diverse rispetto agli altri anti-citochine le cui evidenze indicano una risposta rapida e duratura, oltre che livelli elevati di cute libera da lesioni e miglioramento della qualità della vita. “I recettori – spiega Antonio Costanzo, Responsabile Unità Operativa di Dermatologia all’Humanitas di Milano – sono proteine poste sulla superficie delle cellule, che segnalano le informazioni in entrata. Il messaggio rilevato dal recettore dell’interleuchina-17 che è che la pelle è infiammata. Il nuovo farmaco biologico interrompe l’infiammazione alla base della patologia andando ad inibire molte delle cellule coinvolte nei processi infiammatori, mentre gli altri farmaci bloccano le citochine. Rispetto ai vecchi farmaci, il nuovo trattamento biologico riesce a bloccare più citochine infiammatorie: IL-17A, IL-17F, IL-17A/F e IL-17E, quindi, ha un grado di inibizione più completo rispetto agli altri farmaci.

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Il nuovo trattamento contro la psoriasi e i suoi effetti

Il nuovo farmaco è stato testato su 4.373 persone con psoriasi a placche moderata-grave e ha dimostrato di saper raggiungere la cute in tutte le zone del corpo colpite. La diretta conseguenza dell’applicazione del nuovo trattamento approvato dall’Aifa è stata quindi un’attività molto veloce, i cui effetti si vedono già dalla prima iniezione, dopo meno di una settimana. Tutto questo senza compromettere le funzioni del sistema immunitario.

Nel 50% dei pazienti trattati le risposte sono state più veloci rispetto ai vecchi trattamenti. A 2 settimane, 1 paziente su 4 trattato ha raggiunto una pelle quasi completamente libera da lesioni e 4 pazienti su 10, dopo 12 settimane di trattamento, hanno ottenuto una cute completamente libera da lesioni. Il doppio che con gli altri farmaci. Dopo 52 settimane di trattamento il 51% dei pazienti è riuscito ad ottenere una pelle libera da lesioni, ottenendo un effetto che si mantiene fino a 120 settimane, quando più della metà dei pazienti è riuscita a mantenere una cute completamente pulita e più di tre quarti una cute quasi completamente pulita, dimostrando un risultato costante nel tempo.

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