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Cuore e sistema cardiovascolare

Anemia: una patologia, tante cause possibili

23/04/2019

L’anemia ha varie forme e varie cause. Fra queste, oltre alla nota carenza di ferro che da sempre caratterizza le credenze su questa patologia ematica, ci sono anche le carenze vitaminiche o l’alterazione dei globuli rossi che porta a una scarsa ossigenazione del sangue. Ma anche la sindrome neurologica delle “gambe senza riposo” può essere implicata in questa patologia. La carenza di ferro nel sangue può portare invece alla più nota forma di anemia, quella sideropenica. Di forme di anemia, carenze e altre cause della malattia abbiamo parlato con la dottoressa Barbara Sarina, ematologa all’Istituto Clinico Humanitas.

 

I deficit vitaminici: B12 e B9

In due tipologie diverse di anemia, quella megaloblastica e quella perniciosa, il fattore critico è rappresentato dal deficit vitaminico.

“La prima forma deriva dalla carenza di vitamina B12 o di acido folico (o vitamina B9), la seconda da un alterato assorbimento della vitamina B12, per la presenza di anticorpi anti-fattore intrinseco – segnala la specialista, Barbara Sarina -. Fonti di vitamina B12 sono alimenti di origine animale (fegato, carne di manzo, uova, latte) per cui i rischi di carenza sono più concreti nei vegani e nei vegetariani e in chi soffre di anoressia”. E i sintomi? Sono molto simili a quelli dell’anemia da carenza di ferro: stanchezza, pallore, fiato corto, insonnia, cefalea, vertigini, ma si possono sviluppare problemi neurologici: intorpidimento di mani e piedi, perdita dell’equilibrio e ispessimento della lingua.

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L’anemia sideropenica

La carenza di ferro nel sangue porta all’anemia sideropenica, la forma più nota di questa patologia. Questa patologia causa la riduzione del livello di emoglobine (proteine che hanno il compito di trasportare l’ossigeno) nel sangue e la conseguente diminuzione della circolazione del sangue. Nel caso dell’anemia sideropenica può essere la conseguenza di una diminuzione sia di numero sia di dimensione degli eritrociti (le cellule che trasportano l’emoglobina) circolanti, della loro concentrazione, dell’emoglobina o della capacità di questa di combinarsi con l’ossigeno.

 

Sindrome delle gambe senza riposo e anemia, che relazione c’è?

La sindrome delle gambe senza riposo è un disturbo neurologico che si caratterizza per il bisogno impellente di muovere gli arti inferiori e può pregiudicare di tanto la qualità di vita di chi ne soffre. Chi è colpito da questo disturbo riferisce una sensazione di fastidio agli arti inferiori (o a un solo arto, mentre nei casi più gravi può interessare anche le braccia), con la necessità indifferibile di muoverli, ad esempio quando è seduto troppo a lungo. Una certa irrequietezza motoria degli arti inferiori e il sollievo che deriva dal mettersi in movimento: il paziente spesso si alza dal letto, cammina o si massaggia le gambe per avere beneficio. Anche l’anemia da carenza di ferro può essere fattore scatenante se il paziente presenta bassi valori di emoglobina, di ferritina e di volume eritrocitario.

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