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Cuore e sistema cardiovascolare

Cervello, un maggior volume è associato al benessere cardiovascolare?

20/02/2018

La relazione dovrà essere ulteriormente approfondita da nuovi lavori di ricerca, ma secondo quanto suggerisce uno studio pubblicato su Neurology fare prevenzione cardiovascolare a vent’anni potrebbe avere un impatto sul volume cerebrale nei decenni successivi. Dalla dieta sana all’attività fisica al controllo dei fattori di rischio come ipertensione e ipercolesterolemia, sono diversi gli aspetti da curare per proteggere al contempo cuore e cervello. Ne parliamo con la dottoressa Simona Marcheselli, responsabile dell’Unità operativa di Neurologia d’urgenza e Stroke Unit dell’ospedale Humanitas.

Sette consigli per la salute del cuore

L’autore principale della ricerca proveniente dalla Northwestern University Feinberg di Chicago (Stati Uniti), insieme ad altri scienziati, ha valutato tale relazione in 518 persone che, all’avvio dello studio, avevano da diciotto a trent’anni di età. Sono state rilevate informazioni su peso, altezza, valori pressori, livelli di colesterolo e glicemia, alimentazione e attività fisica. Per fotografare il loro benessere cardiovascolare il team di ricerca si è servito delle sette regole definite dall’American Heart Association (Life’s Simple 7):

– Controllo della pressione arteriosa

– Controllo dei livelli di colesterolo nel sangue;

– Controllo della glicemia a digiuno;

– Niente fumo di sigaretta;

Dieta sana e bilanciata;

Peso corporeo nella norma;

– Regolare attività fisica di tipo aerobico.

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A ogni partecipante è stato assegnato un punteggio alla luce del grado di adesione alle regole: zero, in caso di scarsa adesione; uno per un’adesione intermedia; due per quella ideale. Il 5% rientrava nel primo livello, il 62% e il 33% negli altri due. Al venticinquesimo anno dall’avvio dello studio il benessere cardiovascolare dei partecipanti è stato nuovamente valutato (le percentuali erano salite al 26%, 58% e 16% nei tre gruppi). Inoltre questi sono stati sottoposti a un esame di neuroimaging per misurare il volume del cervello.

I risultati

Al termine della ricerca è emerso come a punteggi migliori da giovani corrispondesse un volume cerebrale maggiore alla mezza età. La relazione era confermata anche per chi avesse un punteggio maggiore all’inizio e venticinque anni dopo. Si è visto inoltre che il volume cerebrale fosse ridotto nei partecipanti che fumavano.

«Con l’invecchiamento l’encefalo va naturalmente incontro a una riduzione del suo volume», ricorda la dottoressa Marcheselli. «Questo è dovuto al fatto che le cellule neuronali vanno incontro a degenerazione e non si riproducono. La prevenzione cardiovascolare potrebbe avere anche questo ulteriore beneficio. Garantendo un’adeguata ossigenazione all’encefalo potrebbe contrastare la perdita di neuroni indipendentemente dalla loro degenerazione naturale perché riduce il rischio di disturbi cerebrovascolari correlati alla morte cerebrale. Tra le sette regole del Life’s Simple Seven sono richiamati anche i fattori di rischio dell’ictus cerebrale, come l’ipertensione o il fumo di sigaretta», conclude la specialista.

Lo studio presenta tuttavia alcune limitazioni: l’imaging cerebrale è stato effettuato solo una volta nella vita e non è stato possibile desumere un rapporto di causa/effetto tra prevenzione cardiovascolare e volume cerebrale. Sono tutti aspetti che meritano ulteriori conferme dalla ricerca.

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