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Cuore e sistema cardiovascolare

Fibrillazione atriale, lo stress e troppo caffé possono scatenarla

16/01/2018

Attività fisica, alimentazione e altri fattori associati allo stile di vita possono scatenare un episodio di fibrillazione atriale? In alcuni casi i pazienti che soffrono di questa forma di aritmia cardiaca devono prestare attenzione ad alcuni stimoli che derivano da possibili comportamenti, come spiega il dottor Maurizio Gasparini, Responsabile dell’Unità Operativa di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione di Humanitas. Evitarli è importante per una corretta gestione di questo disturbo che si basa sulla corretta adesione alla terapia farmacologica.

 

Un difetto elettrico

 

Un guasto nel sistema elettrico del cuore, ovvero nella formazione degli impulsi, è alla base della fibrillazione atriale, la forma più comune di aritmia cardiaca. A volte asintomatica, questa aritmia è spesso segnalata da sintomi come una sensazione di “battito d’ali” o di frullio nel petto, manifestazioni esterne dell’alterazione del battito cardiaco. Le palpitazioni, il dolore toracico, la dispnea, ovvero la difficoltà a respirare, sono i sintomi principali della fibrillazione atriale. Un cuore che fibrilla è un cuore in cui la contrazione degli atri non è sincronizzata con quella dei ventricoli.

Diagnosticarla in tempo con un elettrocardiogramma è fondamentale perché l’aritmia venga controllata per il benessere cardiovascolare. La fibrillazione atriale, infatti, è associata a un considerevole aumento di rischio di ictus ma anche di scompenso cardiaco.

 

Convivere con la fibrillazione

 

Il trattamento della fibrillazione atriale prevede anche una variazione dello stile di vita che possa aiutare a prevenire gli episodi aritmici: «Un notevole consumo di bevande alcoliche e soprattutto di caffeina possono facilitare la comparsa di fibrillazione atriale», ricorda lo specialista. «A volte anche pasti molto abbondanti soprattutto di sera possono provocare la fibrillazione. Questo perché, con lo stomaco pieno e la digestione rallentata, il gonfiore addominale recupera spazio a livello toracico ed esercita un effetto meccanico sul cuore che viene così “disturbato”», spiega il dottor Gasparini.

Una dieta sana, uno stile di vita attivo, la disassuefazione dal fumo di sigaretta sono altri elementi importanti nella gestione della fibrillazione atriale. A proposito di attività fisica, i soggetti che la praticano a livelli davvero intensi e in condizioni particolari potrebbero essere colpiti da questa forma di aritmia e dover rivedere la loro routine atletica: «Nella pratica clinica – ricorda il dottor Gasparini – stiamo osservando l’insorgenza di fibrillazione in soggetti che compiono prestazioni atletiche piuttosto onerose in situazioni difficili, come la maratona o le corse in altura».

«Lo sforzo fisico eccessivo, infatti, può portare a una modifica dell’anatomia della parete anteriore dell’atrio, la “camera” del cuore che riceve il sangue dai polmoni. Pensiamo all’atrio come a un palloncino elastico: se è obbligato a riempirsi violentemente per un numero molto elevato di volte al minuto, le sue pareti tendono a distendersi e allargarsi facilitando la comparsa di fibrillazione».

Un altro fattore scatenante la fibrillazione è lo stress psicofisico, «associato a picchi di ipertensione che resta la principale causa di aritmia», ricorda l’esperto. Per chi ne soffre, è importante mantenere sotto controllo la pressione arteriosa, «con visite regolari e con il rispetto scrupoloso della terapia antipertensiva, oltre che di quella anti-aritmica. Non dimentichiamo – conclude il dottor Gasparini – che questa più che un trattamento è una terapia profilattica, utile a prevenire l’insorgenza di episodi di fibrillazione».

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