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Dolore cronico

Sciatica, contro il dolore meglio il caldo o il freddo?

12/12/2017

Quando il dolore è acuto, indipendentemente dal punto del corpo in cui sorga, per un trattamento immediato si pensa al caldo o al freddo. Il dubbio, però, su quale stimolo esterno possa essere più efficace, a volte, è altrettanto immediato. Ad esempio nel caso di dolore da sciatica cosa è meglio applicare? L’abbiamo chiesto alla dottoressa Lara Castagnetti, osteopata e specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa di Humanitas.

La sciatica

Questo termine è noto a tante persone. La sciatica – o meglio, la sciatalgia – è infatti una condizione molto comune nella popolazione generale caratterizzata dall’irritazione del nervo sciatico o ischiatico. Questo nervo parte dalla colonna vertebrale, in particolare origina dal plesso sacrale nell’area lombo-sacrale, e lungo il suo percorso attraversa il gluteo, la coscia, la gamba, fino al piede.

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In qualsiasi punto del suo tragitto il nervo sciatico, se irritato, potrà comportare l’insorgenza di dolore. Questo può assumere diverse caratteristiche: può essere un dolore più sordo o associato a una sensazione di bruciore; può persino costringere all’immobilità temporanea chi ne soffre. Il dolore può aumentare d’intensità e aggravarsi nel corso della giornata.

Un antidolorifico naturale

Gli uomini fra i trenta e i cinquant’anni di età sono la categoria più colpita da questa condizione. Quando il dolore è acuto, cosa possono applicare? «Il freddo, applicato ad esempio con una borsa del ghiaccio ed evitando il contatto diretto con la pelle, è più indicato per lenire il dolore acuto riconducibile alla sciatalgia», suggerisce la dottoressa Castagnetti. «Il caldo, generalmente più indicato in caso di contratture muscolari, può essere benefico in fase post acuta, possiamo dire dopo le prime 48 ore dall’insorgenza del dolore per sciatalgia».

«Se questo non dovesse essere sufficiente si può ricorrere a un antidolorifico. A ogni modo è consigliato non passare troppo tempo a letto ma cercare – nei limiti del possibile – di muoversi, di fare attività fisica poco intensa, di camminare ad esempio», conclude la specialista.

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