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Giornata mondiale del diabete, quanto conta l’attività fisica?

10/11/2016

Per prevenire il diabete è utilissimo fare attività fisica. Basta anche poco per abbassare il rischio di sviluppare la patologia perché poco è meglio di niente. Un’indicazione che è bene ribadire in vista della Giornata mondiale del diabete, il 14 novembre, organizzata dall’International Diabetes Federation. Il tema di questa edizione è la diagnosi precoce del diabete di tipo 2.

In che modo ottimizzare i benefici dell’attività fisica per la prevenzione di questa patologia? Se si centrano gli obiettivi definiti dalle linee guida internazionali il vantaggio c’è, ancora meglio se queste soglie vengono superate. In questo caso – dicono gli autori di una ricerca pubblicata su Diabetologia – la riduzione del rischio sarebbe massima e pari a circa il 40% rispetto agli inattivi.

L’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità, raccomanda di svolgere 150 minuti di attività fisica a intensità almeno moderata a settimana – o 30 minuti nella maggior parte dei giorni – per ridurre il rischio di diabete di tipo 2. Una quota maggioritaria di questa malattia del metabolismo, sottolinea l’Oms, è dovuta proprio alla sedentarietà e all’eccesso di peso corporeo. L’incidenza del diabete è in aumento a livello mondiale e quella dell’obesità va di pari passo. Anche in Italia aumenta il numero delle persone con chili di troppo. Secondo l’Istat nel 2015 il 45,1% della popolazione con almeno 18 anni di età è in eccesso di peso (35,3% in sovrappeso, 9,8% obeso) e la tendenza è crescente, soprattutto tra i maschi (da 51,2% nel 2001 a 54,8% nel 2015).

Con l’attività fisica si può prevenire il diabete ma anche altre malattie croniche non trasmissibili

Un team della University College London (Regno Unito) ha valutato l’impatto dell’attività fisica sul rischio di sviluppare diabete di tipo 2. Sono stati analizzati 23 studi condotti in Usa, Europa, Asia e Australia con riferimento a milioni di persone. Rispettando le linee guida internazionali il rischio di diabete scenderebbe del 26% mentre con un’ora di attività fisica al giorno il beneficio sarebbe ulteriore e il rischio scenderebbe del 40% circa.

(Per approfondire leggi qui: Diabete, con un girovita abbondante il cuore rischia di più?)

«L’articolo in questione – una vasta meta-analisi sulla letteratura a riguardo, non si tratta di un singolo studio ma di una valutazione di tanti studi scientifici sino ad ora pubblicati – enfatizza, quindi, quanto già noto da tempo. L’attività fisica costante ed aerobica fa bene in generale e fa bene nel prevenire malattie metaboliche o malattie croniche non trasmissibili come diabete, malattie cardiovascolari, aterosclerosi in genere che riconoscono spesso dei fattori di rischio comuni. Tra essi la dieta scorretta e la sedentarietà», dice il dottor Cesare Berra, responsabile della Sezione Malattie metaboliche dell’ospedale Humanitas.  

«Quindi quello che viene consigliato dall’OMS e normalmente da chi si occupa di salute è il minimo indispensabile. Quando in ambulatorio mi viene chiesto quanto tempo si deve spendere per l’attività fisica la risposta più corretta è il più possibile partendo da un minimo di 15 minuti al giorno».

Perché, nella prevenzione del diabete, muoversi fa bene?

«L’attività fisica rende metabolicamente più attivo il muscolo, riduce il grasso viscerale, stimola l’assorbimento di glucosio intra-cellulare; insomma, riduce l’insulino-resistenza che rappresenta uno dei fattori più importante per sviluppare diabete e conseguentemente quanto ad esso correlato cioè un maggiore rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, infarti al miocardio, ictus cerebrali e complicanze micro-vascolari».

La prevenzione dev’essere precoce: «Ritengo fondamentale diffondere sin dall’infanzia la cultura dell’attività fisica. La prevenzione deve iniziare nelle scuole e nelle case; bisogna dare il buon esempio per permettere poi ai nostri figli di essere più sani una volta diventati adulti», conclude l’esperto.

(Per approfondire leggi qui: Lo sai che stare seduti davanti alla tv aumenta il rischio di diabete?)

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