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Un’ora di attività fisica al giorno spazza via 8 ore di sedentarietà

31/10/2016

I danni che 8 ore di sedentarietà possono arrecare alla salute potrebbero essere contenuti o addirittura eliminati con un’ora di attività fisica al giorno. Un suggerimento che i ricercatori della University of Cambridge (Regno Unito) danno a tutti i sedentari, in particolare dei Paesi ad alto e medio reddito dove la sedentarietà è ormai vista come un problema di salute pubblica.

Le stime citate dai ricercatori parlano di oltre 5 milioni di decessi come risultato della mancata aderenza alle linee guida internazionali sull’attività fisica. L’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità, raccomanda agli adulti almeno 150 minuti di esercizio fisico a settimana a intensità moderata. Per intensità moderata, sottolinea il team, si intende ad esempio una camminata a 3,5 miglia/ora (circa 5,6 km orari) o una pedalata in bicicletta a 10 miglia orarie (circa 16 km all’ora).

Se una persona è abbastanza attiva può ridurre, o addirittura eliminare, il maggior rischio di mortalità (prematura) associato alla sedentarietà? Il team ha rivisto 16 studi e analizzato i dati relativi a oltre un milione di persone di entrambi i sessi. I partecipanti sono stati divisi in quattro gruppi ciascuno con un diverso livello di attività fisica: da meno di 5 minuti a oltre 60 minuti al giorno.

(Per approfondire leggi qui: Cervello, la sedentarietà lo fa “restringere”?)

Ebbene è emerso che da 60 a 75 minuti di attività fisica a intensità moderata al giorno sono sufficienti a eliminare l’incremento del rischio di mortalità associato a 8 ore di sedentarietà. Tuttavia fino a 3 persone su 4 coinvolte nello studio non raggiungevano questo livello di attività fisica, comunque doppio rispetto a quello indicato dall’Oms.

Tutti sono concordi sui benefici dell’attività fisica, ma quanto bisogna muoversi?

«Ciascuno di noi dovrebbe agire su due binari: quello dell’attività fisica strutturata e quello del contrasto alla sedentarietà», risponde la professoressa Daniela Lucini, responsabile della Sezione di Medicina dell’Esercizio dell’ospedale Humanitas. «Per il primo binario – continua – le linee guida internazionali parlano di minimo 30 minuti di attività fisica aerobica moderata (il doppio per i bambini). Ma oltre a questo si deve cercare di ridurre per quanto possibile il tempo occupato da attività di tipo sedentario: quando si è obbligati a star seduti, ad esempio a lavoro, bisogna essere bravi ad approfittare di qualsiasi momento per muoversi, ad esempio alzarsi ogni tanto o fare le scale piuttosto che prendere l’ascensore».

È importante che il tempo dedicato al movimento sia continuativo?

«Se non si riesce a essere continuativi allora si può “spezzettare” il tempo che si dedica all’esercizio fisico ma senza scendere sotto i 10 minuti per ogni segmento: una camminata di 3 minuti non può essere conteggiata come “monte minuti” per l’attività fisica strutturata ma come tempo utile per contrastare la sedentarietà», specifica la professoressa.

(Per approfondire leggi qui: Vuoi dimagrire? Lascia l’auto e vai a lavoro in bici o in autobus)

Il rischio maggiore lo correvano gli individui inattivi, indipendentemente dal tempo trascorso da sedentari, un rischio simile per la salute a quello associato a fumo e obesità. In altre parole, dicono gli autori dello studio pubblicato su Lancet, è peggio l’inattività fisica che la sedentarietà: «Corre più rischi chi si muove pochissimo e non fa attività strutturata rispetto a chi la fa e poi è sedentario», conclude la professoressa.

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