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Antibiotici e digestione, attenti agli abusi

09/03/2015

Che gli antibiotici, oltre a eliminare i batteri che minacciano l’organismo, attaccassero la microbiota umana è cosa nota. Ma la ricerca si sta concentrando ultimamente sulla definizione di ulteriori effetti indesiderati dell’assunzione e dall’abuso di antibiotici. Ad esempio uno studio condotto da Andrey Morgun, professore della Oregon State University (USA), ha associato l’uso e l’abuso di queste sostanze a una vasta gamma di problemi che riguardano, tra gli altri, il sistema immunitario, la digestione e il comportamento.

Dallo studio pubblicato sulla rivista Gut emerge con chiarezza l’azione degli antibiotici sul tessuto epiteliale dell’intestino. Queste sostanze non distruggono solo i batteri presenti nell’organismo ma aggrediscono anche i villi intestinali che agevolano l’assorbimento di acqua, glucosio e altri essenziali nutrimenti nel sangue. Ancora, la pubblicazione documenta l’azione degli antibiotici su un gene coinvolto nel processo di comunicazione tra batteri e cellula ospite, un processo che ha conseguenze a cascata sulla digestione, che può causare diarrea e colite ulcerosa. In più la ricerca si è concentrata su altri effetti, dall’obesità all’assorbimento di cibo, dall’asma alla depressione.

 

L’abuso di antibiotici incrementa la morte cellulare

Gli antibiotici e le cellule che hanno sviluppato resistenza a essi, determinano infine importanti variazioni ai mitocondri, i componenti delle cellule che sovrintendono alla fornitura di energia, al processo di segnalazione cellulare (ricezione e trasmissione dei segnali) e alla loro crescita. La conseguenza è un incremento della morte cellulare. Nei Paesi sviluppati, tra le cause della crescita così rapida delle resistenze, sono annoverate le prescrizioni inappropriate e l’abuso di antibiotici. L’Organizzazione mondiale della Sanità suggerisce di migliorare prevenzione e controllo delle infezioni e di prescriverli solo quando veramente necessario.

 «L’uso di antibiotici ha cambiato i tassi di mortalità – sottolinea il professor Silvio Danese, responsabile del Centro Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali di Humanitas –. Nel corso degli anni, con l’aumentata sopravvivenza sono aumentate le malattie immunodegenerative».

Diversi studi si sono concentrati sugli effetti indesiderati degli antibiotici. Tra questi, come ricorda l’esperto, «un’importante ricerca ha correlato l’uso ripetitivo di queste sostanze in età precoce al rischio di malattie infiammatorie croniche intestinali. Più cicli di antibiotici si fanno, più aumenta questo rischio».

Ora grazie alla ricerca della Oregon State University è più chiaro il quadro dei danni che gli antibiotici potrebbero causare all’organismo: «La sfida che la comunità scientifica ha davanti – conclude il professor Danese – è proprio quella di manipolare la flora intestinale e di ristabilirne l’ordine».

 

Commento a cura del dottor Silvio Danese

Gastroenterologo e Responsabile del Centro Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali di Humanitas

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