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Le sigarette danneggiano la corteccia cerebrale

13/02/2015

Malattie respiratorie, malattie cardiovascolari e tumori. Il fumo è causa conclamata o probabile di venticinque patologie, oltre a essere uno dei principali fattori di rischio di altri disturbi. Ora un nuovo studio associa il fumo alle variazioni della struttura del cervello, determinando un assottigliamento della corteccia cerebrale.

Anche se l’entità di questa correlazione è ancora poco nota, in base ai risultati dello studio pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry, emerge comunque il ruolo del fumo come acceleratore della progressiva e fisiologica diminuzione dello spessore della superficie corticale. La corteccia cerebrale è la parte più esterna del telencefalo ed è il centro che regola le capacità sensoriali, motorie e percettive, la memoria, il linguaggio, le capacità logiche e la creatività. Questo assottigliamento, dovuto all’avanzare degli anni, è correlato al declino cognitivo dell’essere umano e alla demenza. Il processo è apparentemente reversibile, anche se lento e parziale.

La differenza tra fumatori e non fumatori

Il campione per questo studio era composto da 244 individui di sesso maschile e 266 di sesso femminile, con un’età media di 73 anni. Dai test è emerso che fumatori ed ex fumatori hanno molte aree di corteccia cerebrale più sottile rispetto a chi non ha mai acceso una sigaretta. I soggetti che hanno smesso di fumare sembrano aver recuperato parzialmente lo spessore per ogni anno senza tabacco. Questo apparente processo di recupero è però lento e incompleto. Gli ex fumatori che non accendono una sigaretta da oltre 25 anni, infatti, mostrano ancora una superficie corticale più sottile. La pubblicazione è il frutto del lavoro di un team internazionale di ricercatori provenienti, tra gli altri, dall’Istituto di Neurologia della McGill University di Montreal e dall’Università di Edimburgo.

 

Il professor Giuseppe Scotti, neuroradiologo di Humanitas, sottolinea la completezza e il valore di questa ricerca: «Abbiamo davanti un lavoro scientifico di assoluta serietà che dice semplicemente che la plasticità del cervello risente dell’azione di fattori ambientali, in questo caso il fumo. Il cervello cresce bene e funziona solo se lo si tratta bene fin da bambini». Secondo l’esperto è bene che tutti i fumatori siano a conoscenza dei risultati di questo studio. «Non si tratta di un allarme ingiustificato. I danni del fumo alla corteccia cerebrale sono un ulteriore deterrente contro le sigarette: smettere di fumare conviene», conclude il professore.

 

 

Commento a cura del professor Giuseppe Scotti

Neuroradiologo di Humanitas

 

 

 

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