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Nuovi rimedi per le mani bianche

15/01/2008

Si presenta soprattutto a livello delle dita delle mani, ma possono essere colpite anche quelle dei piedi e, con minor frequenza, il naso, le orecchie e le labbra. La “sindrome delle mani bianche”, o di Raynaud, può essere la spia di patologie più complesse, come una malattia reumatica, oppure una manifestazione isolata. In ogni caso, è opportuno sottoporsi ad accertamenti che consentano di formulare una diagnosi e, se necessario, approntare una cura. Novità interessanti, infatti, sono emerse di recente in campo terapeutico. Ce ne parla la prof.ssa Bianca Marasini, responsabile dell’Unità Operativa di Reumatologia di Humanitas.

Freddo ed emozione
“Il fenomeno di Raynaud – spiega la prof.ssa Marasini – è caratterizzato dal fatto che le dita delle mani diventano bianche, come conseguenza del freddo o, meno spesso, di una forte emozione. Il fenomeno può interessare uno o più dita, una sola o entrambe le mani, le dita dei piedi e, molto più raramente, il naso, le orecchie e le labbra. Col freddo, i piccoli vasi cutanei si stringono: si tratta di un processo fisiologico del tutto normale che ha lo scopo di tenere caldo l’organismo. Se però questi vasi si chiudono, il sangue smette di circolare e causa il fenomeno delle mani bianche. Questo vasospasmo è episodico, si risolve cioè da solo in un tempo più o meno lungo, spesso quando il paziente va al caldo o inizia a muovere le braccia.
Una volta che il sangue riprende a circolare, alla fase ischemica (dita bianche) può seguire una fase in cui le dita diventano rosse a causa dell’aumentato flusso di sangue. Tra le due fasi può comparirne una intermedia, la fase cianotica, in cui il sangue, che ristagna nei piccoli vasi cutanei, rende le dita violacee. Il susseguirsi di queste tre fasi, pur tipico del fenomeno di Raynaud, non si verifica però in tutti i casi. Molto frequentemente al cambiamento di colore si associa dolore alle dita”.

Fenomeno idiopatico o secondario
“Il fenomeno delle mani bianche è abbastanza frequente e può essere suddiviso in due gruppi: il fenomeno di Raynaud idiopatico e quello associato ad altre patologie. Il primo colpisce soprattutto le giovani donne ed è di origine sconosciuta. In altri casi, meno frequenti, il fenomeno di Raynaud può essere la spia di patologie più complesse. Parliamo allora di fenomeno secondario, in quanto questo disturbo è la conseguenza di altre malattie (soprattutto patologie reumatiche). Molte patologie reumatiche, infatti, comportano un problema vascolare, che renderà questo vaso ‘malato’ più sensibile al freddo e quindi al vasospasmo. In alcuni casi il fenomeno di Raynaud è dovuto all’assunzione di alcuni farmaci”.

Raynaud e sclerodermia
“Il fenomeno di Raynaud è quasi sempre presente come primo sintomo, solitamente molto precoce, della sclerodermia. La sclerodermia (o sclerosi sistemica) è una malattia reumatica, relativamente rara, caratterizzata da infiltrazione di tessuto connettivo nella pelle, negli organi e nei piccoli vasi. La pelle si indurisce e i piccoli vasi si restringono: è facile comprendere quindi come con il freddo questi piccoli vasi, già ristretti dalla malattia, si possano chiudere, causando il fenomeno delle mani bianche. Nei pazienti affetti da questa malattia, la pelle dei polpastrelli, se non viene irrorata a sufficienza, può andare incontro a fastidiose ulcerazioni (ulcere trofiche). In questo caso possono essere prescritti dei farmaci vasodilatatori in vena, somministrati ciclicamente in regime di Day Hospital.
È recente la scoperta che un farmaco, già utilizzato da tempo per altre problematiche anche in pazienti affetti da sclerodermia, è in grado di migliorare le ulcere trofiche: si tratta di un farmaco che blocca l’endotelina, una sostanza circolante nel sangue dotata di una forte capacità di vasocostrizione”.

La diagnosi
“È il reumatologo lo specialista più indicato a formulare la diagnosi di fenomeno di Raynaud, proprio perché questo disturbo può essere associato a malattie reumatiche o addirittura esserne la spia. Il primo esame che le persone con fenomeno di Raynaud devono fare è la cosiddetta capillaroscopia, un’indagine semplicissima e non traumatica, che permette spesso di capire se il fenomeno è idiopatico o secondario. Spetterà poi al reumatologo completare le indagini per arrivare a una diagnosi corretta”.

La terapia
“In assenza di altre patologie, il fenomeno di Raynaud è più che altro un fastidio che non procura di solito grossi problemi e per il quale non esiste una terapia specifica. Il paziente dovrà coprirsi bene quando si espone al freddo; solo nei casi più fastidiosi potrà essere prescritto un farmaco vasodilatatore per bocca. Se invece il fenomeno di Raynaud è secondario, curando la malattia associata si arriva spesso a un’attenuazione o alla scomparsa di questo disturbo. Se il problema è legato all’assunzione di un determinato farmaco, lo si può risolvere provando a sostituirlo”.

A cura di Elena Villa

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