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Prevenzione

Diabete, camminare 10 minuti dopo i pasti aiuta a controllare la glicemia?

02/11/2016

Meglio passeggiare 10 minuti dopo i pasti che mezz’ora durante la giornata per controllare in modo adeguato la glicemia. È quanto concludono dei ricercatori della University of Otago (Nuova Zelanda) che hanno condotto uno studio su un ristretto campione di pazienti con diabete di tipo 2 per valutare i benefici dell’attività fisica sulla glicemia post-prandiale.

Sono stati 41 i pazienti con diabete che hanno partecipato a questa ricerca pubblicata su Diabetologia. Ai soggetti è stato chiesto di passeggiare 10 minuti dopo ogni pasto principale della giornata o di farlo per 30 minuti, come suggeriscono le linee guida neozelandesi, per due settimane. I partecipanti avevano in media 60 anni di età ed erano affetti da diabete da 10 anni.

(Per approfondire leggi qui: Il diabete si contrasta con lo sport, vero o falso?)

A ogni individuo era stato assegnato un accelerometro per misurare il livello di attività fisica e dei dispositivi per misurare la glicemia a intervalli di 5 minuti. È emerso che tra i soggetti che avevano seguito il consiglio di camminare 10 minuti dopo i pasti, la glicemia post-prandiale era diminuita del 12% in media rispetto a chi invece aveva scelto altri momenti per muoversi. Di sera, dopo cena, sottolinea uno dei ricercatori, quando il pasto è generalmente più ricco di carboidrati, la riduzione era addirittura del 22%.

Con l’attività fisica migliora il profilo metabolico del paziente con diabete

«Lo studio in questione è una raffinata conferma di quanto è intuibile è consigliabile: dopo pranzo o dopo cena una passeggiata non può essere che salutare», commenta il dottor Cesare Berra, responsabile della Sezione Malattie metaboliche dell’ospedale Humanitas. «Nella fattispecie in chi è affetto da diabete tipo 2 il metabolizzare meglio gli alimenti dei pasti con una attività fisica lieve, ma costante e aerobica, migliora sensibilmente il profilo metabolico e potrebbe aiutare a ridurre i farmaci da assumere. Bisogna solo stare attenti, in relazione proprio alla terapia farmacologica in atto, a non rischiare l’ipoglicemia, cioè l’abbassamento troppo repentino degli zuccheri».

«In Humanitas cerchiamo di privilegiare quelle terapie farmacologiche che riducono o addirittura evitano questo rischio, farmaci non ipoglicemizzanti ma normoglicemizzanti cosiddetti innovativi con ottimo risultato. Con questa terapia per il diabete l’attività fisica è caldamente raccomandata, a qualsiasi ora!».

Perché è importante gestire al meglio la glicemia post-prandiale?

«L’iperglicemia post-prandiale, spesso legata a un meccanismo patogenetico di deficit ormonale che può essere corretto con le terapie di cui sopra (GLP 1-RA o terapia incretinica in genere) rappresenta un ulteriore importante fattore di rischio per malattia cardiovascolare. Può succedere che la glicemia del diabetico in terapia sia anche normale al mattino ma poi si alzi in modo importante dopo i pasti, motivo per il quale il monitoraggio della glicemia riveste ancora un importante ausilio per la gestione della patologia», conclude la specialista. 

(Per approfondire leggi qui: Diabete, cuore protetto grazie alla Dieta mediterranea)

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