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Dermatologia

Caduta dei capelli: quando preoccuparsi?

13/12/2020

I capelli svolgono importanti funzioni per il corpo, come la funzione percettiva (sono infatti in grado di captare stimoli tattili anche molto leggeri), la funzione protettiva (peli e capelli hanno il compito di proteggere alcune zone del corpo sia dal punto di vista fisico che chimico) e la funzione termoregolatrice.

Altrettanto importante per la vita di relazione è anche la loro funzione estetico-sociale. 

Le cause della caduta dei capelli sono molteplici. In alcuni casi si tratta di un disturbo temporaneo, in altri, di un problema più duraturo, per cui una diagnosi tempestiva e una terapia adeguata possono avere un ruolo fondamentale per limitarne la severità. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Ylenia Balice, dermatologa di Humanitas San Pio X.

Quali sono le cause della caduta del capelli?

Una delle cause principali di aumentata caduta di capelli è il defluvium stagionale che si verifica in autunno e primavera; rappresenta un fenomeno fisiologico che segue il bioritmo della natura. A cadere, infatti, sono i capelli in fase telogen, cioè quei capelli che sono ormai giunti al termine del proprio ciclo di vita, i quali vengono presto sostituiti dai capelli in crescita, in fase anagen.

La caduta patologica dei capelli prende invece il nome generico di alopecia. Le patologie che la possono determinarla solo molte. Analizziamo brevemente le più note.

Le principali forme di alopecia

L’alopecia androgenetica è una patologia che interessa circa l’80% degli uomini e il 40% delle donne. Le cause principali sono predisposizione genetica e/o squilibri ormonali.

Le manifestazioni cliniche dell’alopecia androgenetica sono diverse nei due sessi. Nell’uomo, la malattia determina un progressivo diradamento dell’area fronto-temporale (la cosiddetta stempiatura) e del vertice, mentre nella donna la “caduta dei capelli” risparmia le tempie e colpisce soprattutto il vertice e la regione frontale, appena dietro l’attaccatura

Un segno iniziale della patologia è rappresentato dall’assottigliamento dei capelli, visibile principalmente alla tricoscopia durante la visita specialistica. È fondamentale quindi rivolgersi precocemente al proprio dermatologo di fiducia in modo da poter iniziare un’adeguata terapia per rallentare la progressione di questo quadro. 

L’alopecia areata è invece rappresentata da una perdita dei capelli in chiazza, di origine autoimmune. Talvolta, nei casi più gravi, la perdita dei capelli non è concentrata in chiazze, ma può interessare aree estese o addirittura tutto il cuoio capelluto. Anche in questo caso, una diagnosi precoce e corretta permette di poter impostare una terapia adeguata e di poter eseguire esami ematochimici di approfondimento. 

In altri casi ancora abbiamo un’aumentata caduta diffusa a tutto il cuoio capelluto (telogen effluvium). Le cause sono molteplici e le più frequenti sono: il periodo dopo il parto, anemia da carenza di ferro, stati febbrili e malattie concomitanti o pregresse particolarmente debilitanti, diete dimagranti troppo restrittive e non equilibrate, stress psico-fisico, l’assunzione di alcuni farmaci, interventi chirurgici.

Sintomi e cure

Non esiste pertanto un’unica terapia per la caduta dei capelli: è compito dello specialista comprenderne la causa e indicare al paziente il percorso terapeutico adeguato, di tipo farmacologico o nutrizionale.

Alcune forme di caduta possono essere prevenute grazie a un’alimentazione sana ed equilibrata e all’utilizzo di prodotti delicati specifici per il proprio tipo di capello. Evitare uno stile di vita stressante, ridurre il fumo di sigaretta, evitare trattamenti a base di prodotti chimici aggressivi (stirature, decolorazioni e permanenti) sono altri fattori determinanti per la salute dei nostri capelli.

Tuttavia, in alcuni casi, ci troviamo di fronte a una vera e propria patologia ed è quindi fondamentale rivolgersi al proprio specialista di fiducia per arrivare a una diagnosi corretta e impostare una terapia personalizzata.

 

 

 

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