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Lesioni muscolari: un aiuto dalle onde d’urto

25/06/2014

Una partita di calcetto è una delle passioni più comuni nel nostro Paese, spesso però porta con sé qualche infortunio: oltre a distorsioni di caviglia e ginocchio e possibili fastidi alla schiena, esiste il rischio di dolori e lesioni muscolari. Lesioni dovute spesso alla mancanza di allenamento e di preparazione fisica.

Un’innovativa risorsa terapeutica per le fasi immediatamente successive, è rappresentata dalla terapia con onde d’urto focali, come ci spiega la dottoressa Maria Cristina d’Agostino, Responsabile del Centro Terapia e Ricerca Onde d’Urto presso l’Istituto Clinico Humanitas e Presidente della Società Internazionale di Terapia Onde d’Urto (ISMST) nonchè organizzatrice del Convegno Mondiale sulle onde d’urto in programma il 26, 27 e 28 giugno presso il centro Congressi di Humanitas.

In che ambiti si ricorre alle Onde d’Urto?

«Come è stato ulteriormente confermato dai numerosi studi clinici e sperimentali presentati al recente Congresso Internazionale Onde svoltosi a Salisburgo, gli ambiti attuali di applicazione della terapia con onde d’urto focali sono orientati verso le nuove frontiere della Medicina Rigenerativa e non solo in ambito muscolo–scheletrico. È possibile infatti, non solo curare infiammazioni e patologie degenerative dei tendini, oppure fratture che non riparano, ma anche stimolare la rigenerazione di ferite, piaghe e ulcere di difficile guarigione. Questo grazie alla loro azione di stimolo sulla microcircolazione (con possibilità di formazione di nuovi piccoli vasi sanguigni) e sulle cellule staminali, ai fini della rigenerazione dei tessuti. E infatti,  qualche anno fa, la Società Internazionale ha cambiato le parole componenti la sigla: si è passati da International Society for Musculo – skeletal Shockwave Treatment a International Society for Medical Shockwave Treatment. Questo cambiamento è significativo, perché indica come le onde d’urto siano uscite dall’ambito muscolo-scheletrico per entrare in quello della medicina rigenerativa, campo decisamente più ampio. L’ottica di intervento delle onde d’urto è quella biologico-rigenerativa: già dagli anni Novanta abbiamo iniziato a occuparci dei trattamenti per l’osso, dal 2006 della cute e adesso anche degli altri tessuti “molli”. Il loro utilizzo ha uno scopo curativo nel senso più proprio del termine, in quanto in grado di modificare positivamente la struttura dei tessuti stessi».

E in caso di lesioni muscolari?

«Una lesione muscolare, soprattutto se di importanti dimensioni e non ben trattata, può dar luogo a una vera e propria cicatrice nel contesto del muscolo, anche a livello profondo. Tale cicatrice è costituita da tessuto fibroso, che non è in grado di produrre contrazione attiva e funziona pertanto in modo diverso dal muscolo sano: è un tessuto in un certo qual modo “inerte”, che viene quindi sollecitato dai continui stress legati alla contrazione muscolare. Ne possono derivare un dolore persistente, infiammazione, edema e mancata performance nel caso di atleti o sportivi in genere.  Il trattamento delle lesioni muscolari in fase acuta rimane quello standard e si basa sul tipo e grado di lesione riscontrata. Superata però questa prima fase, e soprattutto una volta che l’eventuale componente liquida dell’ematoma si è riassorbita, è possibile ricorrere alla terapia con onde d’urto, per stimolare la riparazione/rigenerazione dei tessuti traumatizzati. L’applicazione delle onde d’urto focali può ridurre la formazione di tessuto fibroso, aumentando anche la componente “nobile” di tessuto muscolare, accelerando così il recupero funzionale. A ciò si aggiunga la ben nota azione antiinfiammatoria e antidolorifica, che anche in tal caso può essere sfruttata ai fini di una più rapida guarigione. Il trattamento con onde d’urto focali può anche essere applicato per i postumi di un trauma muscolare, cioè a distanza anche di più mesi dal trauma, qualora persistano dolore, tumefazione e deficit funzionale. In tal caso i risultati saranno più lenti a manifestarsi, ma, con il passare delle settimane, anche in associazione a trattamenti di tipo riabilitativo, si apprezzeranno la riduzione della tumefazione e del dolore, così come una maggiore capacità di movimento e scorrimento del muscolo lesionato».

È vero che l’utilizzo delle onde d’urto diminuisce anche il rischio di recidiva?

«Una delle conseguenze più temibili, dopo lesione muscolare, è il rischio di recidiva nella sede di precedente trauma. La sede originaria di lesione è infatti un cosiddetto locus minoris resistentiae, un’area cioè dove è più probabile farsi male proprio per la precedente lesione, in quanto il tessuto fibroso non ha resistenza biomeccanica sufficiente e inoltre non è in grado di produrre contrazione come invece il tessuto muscolare, per cui viene sottoposto a continui stress (sollecitazioni) in trazione. Curando al meglio la lesione originaria si riduce la percentuale di tessuto fibroso e il rischio correlato di lesioni ripetute nel tempo o di ulteriori sequele (dolore, tumefazione, aderenze e rigidità). Il trattamento delle lesioni muscolari e dei loro postumi invalidanti non può essere considerato ancora una pratica clinica cosiddetta “di routine” ed è consigliabile sia affidato a “mani esperte”. In quest’ottica, con il loro potenziale di rigenerazione dei tessuti, le onde d’urto focali, si prefigurano come un importante e insostituibile alleato terapeutico, con possibilità di un più rapido ritorno all’attività sportiva e minor rischio di recidiva».

 

A cura di Valeria Leone

 

 

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