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La medicina dell’esercizio fisico

23/10/2012

L’attività fisica gioca un ruolo fondamentale nella vita di ciascuno, sia nelle persone sane, sia in quelle ammalate. Per permetterle di svolgere a pieno le sue funzioni, però, occorre che i pazienti siano indirizzati da medici preparati

La medicina dell’esercizio fisico e il suo utilizzo come strumento terapeutico e preventivo: questo uno degli aspetti che la professoressa Daniela Lucini, Responsabile Sezione Medicina dell’Esercizio e Patologie Funzionali in Humanitas e docente presso l’Università degli Studi di Milano, ha presentato al Wellness Congress, tenutosi a Cesena lo scorso sabato 29 settembre in occasione dell’inaugurazione del Technogym Village.

«La tavola rotonda, cui sono stata invitata – ha sottolineato a conclusione dell’incontro la professoressa Lucini – ha riunito i maggiori esperti internazionali del settore. La mia presenza ha voluto portare l’esperienza di Humanitas dove da poco è nata l’Unità Operativa di Medicina dell’esercizio. Un vero traguardo nel nostro Paese, se si pensa che a Denver, in Colorado, c’è un intero ospedale dedicato a questo. Inoltre abbiamo discusso di alcuni nostre pubblicazioni scientifiche sulla quantificazione via web dello stato di Wellness».

Il benessere inteso come stile di vita

Al centro del convegno, il concetto di wellness, il benessere inteso come stile di vita. Ritenuto, come sottolineato dai ministri Passera e Balduzzi, un vero e proprio strumento terapeutico con risvolti importanti in ambito sociale ed economico. L’attività fisica, l’alimentazione e gli aspetti psicosociali sono fondamentali per migliorare gli stili di vita.

Suggerire uno stile di vita corretto è possibile attraverso l’unione di tre competenze:

1. Aspetto internistico o medico in generale. Il medico deve conoscere lo stato del paziente che ha di fronte: è un ammalato? È stato operato? L’eventuale terapia farmacologica potrebbe influenzare l’esecuzione di attività fisica?

2. Competenze tecniche (Exercise Medicine). Il medico deve avere gli strumenti per prescrivere in modo corretto e personalizzato l’esercizio fisico che il paziente deve praticare. Il ruolo del medico è anche quello di aiutare il paziente nel percorso e fornire consigli circa la giusta alimentazione.

3. Capacità di relazione (Behavioral Medicine). Il medico deve essere in grado di motivare, sostenere, programmare obiettivi realistici e  stimolare il paziente  ad assumere stili di vita corretti.

L’unione di questi tre aspetti può far scaturire nel paziente lo stimolo a vivere meglio la propria vita, salvaguardando la propria salute. Si tratta di un approccio importante sia nella terapia di alcune patologie, sia nell’educazione sociale su più ampia scala.

Qual è il ruolo del medico di famiglia in questo ambito?

Il ruolo del medico di famiglia è fondamentale: è lui il primo interlocutore del paziente e dovrebbe renderlo consapevole, sensibilizzarlo, seguirlo. Anziché fornire generiche indicazioni sull’esercizio fisico, il medico di famiglia dovrebbe consigliare con precisione il suo assistito e qualora non abbia le competenze per farlo, indirizzarlo presso centri specialistici che prescriveranno l’attività fisica per lui migliore. Quanto i medici di famiglia sono in grado di fare questo lavoro? Non è facile, sia per una questione di tempo, sia perché la medicina dell’esercizio fisico richiede competenze specifiche. Si pensi che ad Harvard, per esempio, sono stati attivati corsi universitari per insegnare ai medici come prescrivere in maniera ottimale l’attività fisica.

A cura di Valeria Leone

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