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Benessere

Shiatsu, la tecnica di digitopressione giapponese fra cura e relax

23/03/2018

La sua traduzione occidentale è “metodo della pressione delle dita”. Nata in Oriente come pratica terapeutica basata sulla digitopressione e riconosciuta come terapia nel 1964 dal governo giapponese, lo shiatzu affonda le sue radici nella medicina cinese. Questa pratica manuale, tramandata da maestro ad allievo e arrivata in Europa negli anni Settanta, in Occidente è ancora sganciata dall’ambito medico e clinico, mentre si avvicina in senso più generale alla sfera delle pratiche olistiche pensate per incrementare il benessere psicofisico. Ne parliamo con Lara Castagnetti, osteopata e specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa di Humanitas.

 

Storia e origine di un metodo che non ha validazione scientifiche occidentali

Anma oppure anpuku. Sono questi i nomi delle due antiche tradizioni giapponesi che hanno dato origine a quella pratica moderna oggi diffusa anche in Occidente come shiatsu, termine che inizia a circolare da quando Temai Tempaku pubblica il suo “Shiatsu Ho” per illustrarne il metodo. Benché in alcune culture questa tecnica della pressione manuale sia considerata in grado di curare, in Occidente questo metodo empirico, privo ad oggi di validazioni scientifiche, ha più a che fare con le pratiche rilassanti a cui la medicina tradizionale non può riconoscere alcun reale potere terapeutico all’infuori della capacità empirica e soggettiva di contribuire al rilassamento del corpo e della mente.

 

Dalla teoria alla pratica dell’operatore

Mantenere e promuovere lo stato di salute, stimolare il sistema di autoregolazione dell’organismo e bilanciare il sistema energetico dell’individuo sono i principali scopi dello shiatsu secondo l’associazione internazionale che ne ha scritto la manifestazione d’intenti. Tramite la pressione delle dita, l’operatore shiatsu tenta nel concreto di stimolare e sollecitare il libero flusso il “Qi”, la linfa vitale che, secondo la filosofia che sta alla base di questa pratica, scorre nel corpo di ciascun essere umano attraverso i cosiddetti meridiani, noti e usati come punti di riferimento anche nelle tecniche dell’agopuntura. Secondo la tradizione giapponese il flusso del “Qi” può infatti fermarsi o ristagnare in alcune zone, creando una sintomatologia psicofisica da cui è possibile liberarsi solo tornando a far scorrere di nuovo l’energia.

 

Una credibilità maturata sul campo anche in assenza di evidenze

Per la natura stessa dei trattamenti, estremamente personalizzati e focalizzati sulla situazione del paziente, è da sempre stato impossibile per la comunità scientifica internazionale approvare formalmente lo shiatsu come metodo di cura. Uno degli ultimi tentativi, portati avanti nel 2015 dal governo australiano e dal suo sistema sanitario, è presto naufragato per mancanza di evidenze cliniche riscontrabili. Ciò non toglie che questa pratica, comunemente rispettata e diffusa quanto l’agopuntura, possa continuare a essere apprezzata da molte persone che se ne avvicinano per combattere stress, dolori articolari, insonnia e tensione muscolare.

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La Federazione Italiana Shiatsu in Italia e in Europa

La Federazione ltaliana Shiatsu insegnanti e operatori nasce con il nome “FIS” nel 1990 grazie all’impegno di alcuni operatori ed insegnanti, tra i primi a praticarlo in Italia. Dopo un lungo percorso, la FIS diventa FISieo, Associazione privata senza scopo di lucro che promuove la tutela degli interessi dei singoli professionisti associati e il loro riconoscimento istituzionale, a livello regionale e nazionale, oltre a favorire l’aggiornamento professionale dei soci e lo scambio di esperienze, l’organizzazione di esami nazionali per l’ammissione al ROS (Registro Operatori Shiatsu). La FISieo inoltre si propone di valorizzare sotto il profilo tecnico e deontologico la professionalità dell’operatore shiatsu, di promuovere i rapporti fra le diverse federazioni, a livello europeo e internazionale. Compiti principali della FISieo sono quelli di salvaguardare le caratteristiche fondanti dello shiatsu, la corretta applicazione delle tecniche e la stesura di norme e codici che regolamentino in modo chiaro il ruolo del professionista. Con il suo operato, la FISieo si prefigge inoltre di tutelare i clienti dei propri associati verificando la formazione di coloro che praticano la disciplina attraverso una formazione continua obbligatoria.  La Federazione si propone dunque come punto di riferimento per tutti i clienti che si rivolgono allo shiatsu garantendo la più alta qualità delle prestazioni esercitate dai propri associati, oltre ad essere una guida per tutti gli operatori e le scuole che per accreditarsi devono compiere determinati percorsi e vantare competenze ed esperienze.
La FISieo svolge un ruolo di rilievo anche nel panorama europeo. Nel 1993 contribuisce a fondare la “European Shiatsu Federation” mentre nel 2003 insieme alle Federazioni di Svizzera, Germania e Francia istituisce l’lnternational Shiatsu Network cui si aggiungeranno nel corso degli anni numerose altre nazioni.

La legge n. 4 del 2013 per le professioni non organizzate
Nel febbraio 2013 entra in vigore la Legge n. 4 del 14 gennaio “Disposizioni in materia di professioni non organizzate” che rende lecite senza bisogno di autorizzazioni preventive, tutte le attività che con questa legge acquisiscono la dignità di professione, a condizione che il loro contenuto sia legittimo e che non invadano le competenze riservate a professioni organizzate in ordini o collegi o regolamentate per legge. Di conseguenza lo shiatsu acquista autorevolezza e importanza. La FISieo è iscritta nell’elenco, tenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico, delle associazioni professionali che rilasciano l’attestazione di qualità e qualificazione professionale, come previsto dall’art2, comma 7 della suddetta legge 4/2013.

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