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Benessere

Piscina, come difendere la pelle secca

15/06/2017

Chi ha la pelle secca lo sa: quando si va in piscina la pelle si inaridisce ulteriormente e tende a diventare più secca del normale, arrivando nei casi più gravi anche a screpolarsi e a spaccarsi, provocando una sensazione di prurito più o meno circoscritta alle aree più colpite dalla disidratazione.

Ma la colpa, come spiega Marcello Monti, responsabile della Dermatologia in Humanitas e docente all’Università degli Studi di Milano non è del cloro, come comunemente si crede, ma dell’acqua. Proprio così: e la prova ne è il fatto che «se si provasse a fare il bagno nell’acqua dolce di un lago o di un fiume sarebbe la stessa cosa, e la stessa cosa accadrebbe anche se ci si facesse il bagno nel mare».

Il cloro, a differenza di quanto popolarmente si pensa, non è quindi il responsabile della secchezza della pelle. «Nel processo di disidratazione della pelle dovuto alle immersioni in piscina – spiega l’esperto dermatologo – è l’acqua a fare la differenza, non il cloro. Quando ci immergiamo nell’acqua, di qualunque tipo di acqua si tratti, accade che alcuni fattori d’idratazione prodotti dalla nostra pelle per mantenersi morbida si diluiscano nell’acqua stessa e vengano come “lavati via” provocando l’inaridimento della cute».

 

Pelle secca in piscina, i consigli dell’esperto

Le pelli già di per sé tendenzialmente secche sono quelle più a rischio di andare incontro a secchezza eccessiva. Ecco alcuni consigli dello specialista per limitare al minimo i danni:

1) appena si esce dalla piscina (ma anche dal bagno nel mare) sciacquarsi sotto la doccia senza l’utilizzo di detergenti (né shampoo, né bagnoschiuma);

2) asciugare a fondo la pelle per non lasciarla umida: l’evaporazione dell’acqua peggiorerebbe la secchezza;

3) spalmare una crema emolliente su tutto il corpo.

«Le creme emollienti – conclude il professor Monti – sono quelle a base di grassi vegetali come olio di cocco, olio di palma e burro di karité che, una volta spalmate sulla pelle, hanno la capacità di creare una pellicola protettiva in grado di imprigionare l’acqua presente nella pelle, favorendo il processo di reidratazione della pelle stessa in attesa che si riformino gli agenti idratanti andati perduti con il bagno».

 

 

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