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Benessere

Smog, anche il cervello ne soffre

09/12/2014

Una bella pedalata per la salute del cuore? Oppure una corsetta per recuperare la linea? Ottime iniziative, peccato che un nemico invisibile sia sempre in agguato. Si chiama smog ed è un killer spietato. Un decesso su 8 a livello mondiale è colpa dell’inquinamento atmosferico e il 40% degli oltre 3 milioni di morti all’anno è causata da ictus.

 

Le polveri sottili, nemici invisibili

Le polveri sottili nascoste nello smog sono una minaccia per la salute delle arterie, del cervello, del cuore.

«Sono tra i principali inquinanti che attentano la nostra salute passando indisturbati dai tubi di scappamento ai polmoni e da qui al sistema cardiovascolare», spiega la dottoressa Lidia Rota, responsabile del Centro di Prevenzione Cardiovascolare di Humanitas.

Le conseguenze sono respiro corto, affanno, asma bronchiale, un ben noto aumento del rischio di tumore al polmone. E ancora bronchite cronica ed enfisema (BPCO) i cui casi sono in aumento in maniera esponenziale. I bambini esposti nei passeggini alla “mal’aria” rischiano la bronchiolite e l’asma. Ma esiste una relazione ancora più pericolosa fra l’aria e i nostri vasi, in particolare le arterie: non è così nota se non fra gli addetti ai lavori.

«E invece queste particelle ultrafiniche si depositano a livello polmonare – continua la specialista – innescano una reazione infiammatoria a carico dei vasi sanguigni, che comporta un aumento della tendenza del sangue a coagulare e provoca trombosi, con conseguente ictus cerebrale e infarto del miocardio!».

 

Sport (anche all’aria aperta)

L’attività fisica regolare e un’alimentazione equilibrata aumentano le difese. Camminare, correre e pedalare, preferibilmente nelle oasi verdi dei parchi pubblici, è un suggerimento per proteggere la propria salute.

«L’attività fisica abituale, aerobica e moderata, è indispensabile per mantenere in forma il cuore le arterie e le vene, – ricorda la dottoressa Rota –: è urgente per tutti ridurre, nei limiti del possibile, il tempo che trascorriamo seduti: anche da questo dipende la probabilità di evitare infarto, ictus cerebrale e malattie da trombosi».

 

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