Gastroenterologia

Bruciore di stomaco: quali sono le cause?

02/08/2022

Il bruciore di stomaco, che in termini medici è chiamato pirosi gastrica, è un disturbo piuttosto comune, accompagnato da eruttazioni, reflusso acido, nausea, tosse, e spesso associato a cattiva digestione.

Di norma asintomatico, il bruciore di stomaco può causare difficoltà a dormire, dato che la posizione sdraiata favorisce la risalita dei succhi gastrici dallo stomaco all’esofago. Cambiare alimentazione evitando alcuni cibi può certamente aiutare ad alleviare il bruciore, ma in presenza di alcune condizioni questa accortezza può non bastare. Quali sono le cause di questo disturbo?

 

Ne parliamo con il dottor Marco Dal Fante, Responsabile di Gastroenterologia ed Endoscopia di Humanitas San Pio X.

Le cause del bruciore di stomaco

Le cause del bruciore di stomaco (pirosi gastrica) possono essere diverse, in alcuni casi temporanee, e possono passare spontaneamente. In altri, la pirosi può durare tutta la vita.

Possono causare bruciore di stomaco condizioni come:

Reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastro-esofageo è una patologia che richiede una diagnosi precisa allo scopo di valutare il tipo di terapia adeguata. I farmaci più utilizzati sono gli inibitori di pompa protonica, di cui i più comuni sono il pantoprazolo, esomeprazolo, lansoprazolo, rabeprazolo, che però non funzionano se reflusso è basico (alcalino) e non acido.

Se il bruciore non passa, si potrebbero valutare il tipo e la frequenza di reflusso, e la presenza di eventuali lesioni esofagee, alterazioni del cardias, ovvero la valvola tra stomaco ed esofago, che ha lo scopo di evitare il reflusso di succhi gastrici o addirittura di cibo dallo stomaco verso la bocca. 

Gli esami raccomandati in caso di reflusso gastro-esofageo sono la gastroscopia e la PH-impedenziometria.

Ernia iatale

L’ernia iatale è una patologia caratterizzata dalla risalita di una porzione dello stomaco dall’addome al torace, attraverso un foro presente nel diaframma. Questa è una condizione anatomica che può essere sia sintomatica, sia asintomatica, ma che non può essere curata con il cibo. Lo stesso discorso è valido nei casi in cui l’ernia iatale sia associata al reflusso gastro-esofageo. 

 

Esofagite e gastrite

I gastroprotettori (o, meglio, antisecretivi) sono farmaci molto utili nei casi di esofagite e gastrite, sebbene vadano assunti per periodi di tempo limitati. 

È meglio consultare il gastroenterologo prima di assumerli, in modo che possa valutare il gastroprotettore più adatto, la durata e la posologia della terapia, e se necessaria, anche l’assunzione in cicli più volte durante l’anno.

È stato infatti dimostrato che l’assunzione errata di gastroprotettori, cioè senza una specifica indicazione medica, ma anche senza interruzioni e senza sottoporsi a visite di controllo, aumenta il rischio di mortalità, fratture osteoporotiche, e favorisce la riduzione dei livelli di magnesio e di vitamina B12 nel sangue.

 

Bruciore di stomaco: cosa fare?

Cambiare alimentazione, magari evitando o limitando spezie, caffè, alcolici, cioccolato, fritti e cibi molto conditi, iniziare a fare pasti piccoli frequenti e non fumare possono aiutare a risolvere il bruciore e i disturbi gastrici. Tuttavia non sempre queste azioni sono sufficienti.

Sono infatti diverse le condizioni e patologie che richiedono una terapia farmacologica specifica per risolvere i disturbi, magari associata a un cambiamento dello stile di vita e dell’alimentazione. È il caso di patologie come il reflusso gastro-esofageo, l’incontinenza dello sfintere gastroesofageo, l’ernia iatale, alterazioni del tono della muscolatura esofagea e di quella gastrica, l’ulcera gastrica, gastrite ed esofagite. 

È quindi importante rivolgersi allo specialista gastroenterologo per valutare le vere cause del bruciore gastrico, se necessario anche con esami endoscopici specifici come la gastroscopia

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