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Benessere

Come distinguere un’infezione batterica da una virale?

31/10/2019

Apparentemente, virus e batteri hanno parecchie cose in comune: responsabili dell’insorgere di certe malattie, hanno la capacità di trasmettersi da un individuo all’altro e, talvolta, condividono sintomi e manifestazioni. Tuttavia presentano una serie di differenze fondamentali: sapere con cosa si ha a che fare permette al medico di prescrivere una cura adeguata.

Ne abbiamo parlato con la Dottoressa Paola Morelli, Medico infettivologo di Humanitas.

 

Batteri e virus, che cosa sono?

I virus sono dappertutto, si trasmettono da persona a persona in diversi modi: per alcuni basta il semplice contatto, magari con scambi di saliva, oppure possono venire inalati dopo essere stati espulsi da un’altra persona, magari attraverso un colpo di tosse o uno starnuto.

I virus sono delle particelle formate da un nucleo circondato da un rivestimento, chiamato capside, che dà loro forme diverse. Dopo essersi “appoggiati” alla cellula ospite, inseriscono il proprio acido nucleico, contenuto nel nucleo, all’interno della parete cellulare, e in questo modo riescono a controllarne le funzioni. La cellula ospite infetta continua a sopravvivere ma, soprattutto, a riprodursi, moltiplicandosi in altre cellule infette.

I batteri, invece, sono esseri viventi unicellulari che si riproducono in modo autonomo. Vivono in colonie, alcuni di loro possono sopravvivere in condizioni estreme, anche se proliferano in ambienti caldo-umidi. Si presentano in forme diverse e molti sono fondamentali per la nostra salute. Nel sistema gastro-intestinale, ad esempio, il microbioma presente aiuta la digestione, l’assimilazione e stimola la risposta immunitaria. Anche i batteri possono trasmettersi attraverso il contatto, ma anche attraverso la contaminazione di acqua, cibo, animali, punture di insetti.

 

Quali sono le infezioni virali e batteriche più comuni?

Le più comuni infezioni virali riguardano l’apparato respiratorio e, in generale, le vie aeree superiori, comprendendo i principali malesseri di stagione come influenza, raffreddore, mal di gola, sinusiti. Oltre a queste, sono da segnalare le malattie esantematiche (varicella, rosolia, morbillo), malattie gastroenteriche, l’herpes orale e genitale, l’HIV. Alcune infezioni, come l’epatite B e l’epatite C, possono diventare croniche, durando persino decenni.

Anche le infezioni batteriche possono essere più o meno pericolose. Infatti, sono sia causa di infezioni facilmente curabili, ma anche di gravi quadri sistemici che, se non correttamente trattati, possono essere associati a elevata mortalità. Tra le infezioni ricordiamo quelle provocate da batteri come lo Pseudomaonas, l’Escherichia coli, o gli Acinetobacter baumannii, responsabili di polmoniti o di setticemia. Ancora: lo Staphylococcus aureus, l’Helicobacter pylori, il Campylobacter spp. e il microorganismo responsabile della gonorrea (Neisseria gonorrhoeae); il batterio dello Streptococcus pneumoniae, che causa otiti e sinusiti, l’Haemophilus influenzae (infezioni nei bambini) e la Shigella, che provoca una dissenteria batterica chiamata shigellosi.

Ad aumentare la pericolosità di certe infezioni batteriche è la resistenza agli antibiotici. L’uso eccessivo o improprio degli antibiotici, infatti, può innescare un processo di mutazione dei batteri, che consente loro di proliferare, rendendo più difficile il trattamento di una serie di infezioni.

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Infezioni virali o batteriche?

Com’è ovvio, la prima distinzione tra le due infezioni è che l’infezione virale è provocata da un virus, quella batterica da un batterio. Una prima e sostanziale differenza è riscontrabile nella cura: le infezioni batteriche, infatti, necessitano spesso di una cura antibiotica, mentre quelle virali no. Anche se il nostro consiglio è, sempre, non cadere nell’autodiagnosi e di rivolgersi a uno specialista, possiamo segnalare alcuni fattori da tenere d’occhio prima di prendere un appuntamento in caso di infezione, virale o batterica che sia.

Idratarsi, tanto. Restare idratati permette di facilitare l’eliminazione del muco prodotto dal corpo: il sistema immunitario lo usa per rimuovere virus o batteri dal corpo, e in caso di disidratazione, la viscosità del muco potrebbe complicarne l’espulsione.

Controllare il proprio respiro. Se si ha il respiro corto, molto probabilmente l’infezione riguarda polmoni e vie aeree, motivo per cui è fondamentale prendere un appuntamento dal dottore.

Fare attenzione al presentarsi di debolezza, confusione o svenimento, magari in combinazione con febbre, brividi e dolori, e consultare tempestivamente il medico in caso di un peggioramento improvviso, magari quando il corso della malattia sembrava quasi terminato: un’infezione, spesso, apre le porte a un’altra infezione.

 

Un nuovo test in circolazione

Una buona notizia: una start-up ha lavorato a un progetto rivoluzionario che consente di stabilire, utilizzando un semplice esame del sangue, se un’infezione sia virale o batterica. Attraverso la risposta del sistema immunitario all’infezione, MeMed BV™ stabilisce se sia il caso di ricorrere o meno agli antibiotici. L’obiettivo? Contrastare il loro abuso e limitare la resistenza del virus all’antibiotico.

 

 

Fonti
https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/infectious-diseases/expert-answers/infectious-disease/faq-20058098

 

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