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Acne, le terapie “naturali” non servono

17/06/2015

«Per trattare l’acne le terapie “naturali” sono inefficaci. Molti ragazzi e ragazze si rivolgono ai dermatologi proprio perché l’acne non è scomparso dopo queste terapie “naturali”. In alcuni casi è addirittura peggiorata». Così il professor Marcello Monti, responsabile di Dermatologia dell’Ospedale di Ricerca Humanitas intervenuto al programma Life – Obiettivo benessere su Radio 1.

Quale il miglior trattamento per l’acne? «Si può usare l’acido retinoico applicato sulla pelle. Ma si può ricorrere anche a semplici lozioni glicolico-saliciliche, cosiddette micropeeling, che fanno desquamare la pelle e la tengono pulita».

«L’acne – spiega il professore – è una malattia infiammatoria che colpisce i follicoli pilosebacei, soprattutto del volto, qualche volta del tronco. La causa precisa non è nota: una volta si pensava ai batteri, ma la teoria è stata sconfessata perché si è visto che anche senza antibiotici si poteva guarire. Rimane certamente un influsso ormonale ma oggi si dà grosso peso allo stress, alla tensione e all’ansia che un soggetto può avere. Nell’acne adolescenziale un certo squilibrio ormonale è una causa; in quella tardiva, dopo i 20 anni e prevalentemente femminile, la causa è semplicemente lo stress».

Il professor Monti ha risposto alle domande degli ascoltatori.

Contro l’acne funzionano le pillole anticoncezionali?

«Gli ormoni c’entrano poco o niente. Abbiamo visto casi di miglioramento ma anche tanti di peggioramento con la pillola. I rischi di usare la pillola in età giovanile sono superiori ai possibili benefici sull’acne».

Vanno evitate le lampade abbronzanti?

«I giovani ricorrono alle lampade per mascherare l’acne. In alcuni casi sono proprio le lampade a farla venire, così come l’esposizione al sole».

Le pustole aumentano in prossimità delle mestruazioni e dell’ovulazione?

«Sono i picchi ormonali del ciclo mestruale o dell’ovulazione che mettono in scompiglio la pelle dotata di recettori per gli ormoni sessuali: ecco perché le pustole compaiono più frequentemente o peggiorano per qualche giorno».

«Mai toccare o farsi toccare un brufolo. Toccandolo aumentiamo lo stato infiammatorio del follicolo: può sorgere una macchia scura che rimane per mesi o anni o una cicatrice. Spremendo un foruncolo difficilmente riusciamo a evacuarlo, spingiamo invece verso il fondo i batteri», aggiunge.

Anche il trucco è bocciato

«Il problema principale soprattutto per le donne è che cercano di nascondere l’acne con dei fondotinta. Ma così non fanno altro che rinforzare l’acne e farne venire di nuova. È un circolo vizioso». Il professore assolve invece l’alimentazione: «Cibi come cioccolato, salumi e cibi fritti non hanno alcuna relazione con l’acne».

 

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