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La pulizia della pelle: quando e come farla?

15/01/2015

Stanca, opaca, sensibile, tirata, secca, grassa. Sono mille i volti della pelle e l’inquinamento cittadino, tra gas di scarico e piogge sporche, non aiuta certo a proteggere l’organo più esteso che abbiamo.

«La pelle è aggredita principalmente da due tipi di sporco – spiega il professor Marcello Monti, responsabile di Dermatologia in Humanitas e docente dell’Università degli Studi di Milano –, da una parte lo sporco grassoso, quello composto da sostanze untuose che possono avere un’origine ambientale ma anche provenire dalla composizione di cosmetici con basi grasse. L’altro sporco da temere è lo sporco corpuscolato, composto dalle polveri del particolato prodotte principalmente dalla combustione».

 

Le minacce per la pelle

Tutte queste sostanze formano un mix chimico che fa sfiorire la pelle. Gli effetti possono anche essere più profondi, perché le sostanze tossiche che si accumulano sul derma possono essere assorbite e possono alterare la natura delle cellule della pelle.

Pulire la pelle, quindi, non è una pratica superficiale. «La pelle, soprattutto quando secca o grassa, va pulita almeno ogni sera, ma seguendo alcune precauzioni che molto spesso nelle profumerie in cui acquistiamo detergenti e struccanti non ci spiegano – avverte lo specialista –. Per esempio da soli ci accorgiamo che a volte l’acqua non è sufficiente a mandare via le sostanze accumulate sulla pelle. C’è bisogno di detergenti appositi, saponi specifici per la pelle. Scegliamoli tra quelli meno aggressivi, che ad esempio sono privi di sodium laureth sulfate (la cui sigla è SLS) che ha un’azione molto seccante sulla pelle».

 

Struccarsi con il latte detergente. Sì, ma dopo…

Le donne hanno con la pulizia della pelle un rapporto ancora più complicato. «Oggi vanno di moda prodotti cosmetici sempre più resistenti, molto compatti, che usano grassi di origine sintetica come i siliconi – spiega il professor Monti –. Si tratta di prodotti che possono essere letteramente “sciolti” solo con altri grassi, come i latti detergenti che sono talvolta a base di olio di vasellina o di derivati del petrolio, come la paraffina».

La trappola per la pelle è dietro l’angolo. «L’uso del latte detergente rimuove il primo grasso, ma lascia altro grasso sulla pelle, spesso peggiore del primo – spiega l’esperto – per cui dopo ogni operazione consiglio di lavare la pelle con saponi delicati e tanta acqua. Stessa operazione la mattina, quando basta un bel risciacquo con acqua prima di affrontare la giornata».

 

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