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Nascondere l’acne giovanile? Può essere peggio

27/12/2014

Acne giovanile, più si cerca di nasconderlo più si rischia di accentuarne i segni. Sono tanti gli errori che i ragazzi commettono nei confronti di questa condizione strettamente legata all’esuberanza ormonale della pubertà.

«L’acne giovanile insorge intorno ai 10 anni di età per le femmine e ai 12-13 anni per i maschi, per terminare, in condizioni normali, rispettivamente intorno ai 16 anni e ai 18 anni», spiega il professor Marcello Monti, responsabile di Dermatologia in Humanitas.

Tuttavia ci sono dei soggetti, più sfortunati, che hanno una maggiore predisposizione e per i quali la manifestazione acneica dura di più. «Inoltre – continua Monti – c’è anche un’acne tardiva che non insorge in età puberale ma compare da adulti, intorno ai 20-21 anni. In questo caso non è un fenomeno collegato agli ormoni – ricorda lo specialista –, ma una sintomatologia da stress. Colpisce prevalentemente le donne, anche più avanti negli anni, per colpa di impegni con figli e lavoro. Non a caso si parla anche di acne della donna manager».

 

Acne, gli errori da non fare

Per nascondere il viso foruncoloso si commettono molti errori. «Il soggetto con l’acne vive con grande sofferenza il suo aspetto – sottolinea il dermatologo – e quindi cerca di nasconderlo in tutti i modi. Ma spesso sbaglia. Ad esempio, l’uso di fondotinta in crema o di altre creme finisce per accentuare la manifestazione. Non usare creme è il primo consiglio».

Altro errore arriva con l’inverno. «L’uso delle sciarpe per coprire l’acne – aggiunge lo specialista – è controproducente. Lo sfregamento continuo del tessuto sull’epidermide già infiammata non fa che accentuare i segni sulla pelle». Lo stesso accade a chi indossa il casco, tanto che in questo caso si parla proprio di “acne da casco”.

 

I consigli per la cura dell’acne

Per evitare che la fase puberale lasci segni indelebili sulla pelle, cicatrici che sembrano veri “crateri”, bisogna intervenire per tempo. «Non bisogna sottovalutare l’andamento dell’acne – spiega Monti – che in alcuni soggetti può assumere forme molto violente. È bene intraprendere un percorso di cura che rispetti la pelle della persona. L’acne si può curare senza farmaci e, soprattutto, senza trattamenti aggressivi come quelli ablativi o termici. Per questo in Humanitas evitiamo sia i farmaci sia l’uso del laser. Perché la pelle è un organo molto delicato».

Che cosa fare quindi per alleviare i segni dell’acne in corso e assicurasi un risultato futuro? «Il nostro percorso di cura – risponde Monti – rientra nella dermatologia rigenerativa. Puntiamo a stimolare la pelle affinché in maniera autonoma ripristini il suo stato normale attraverso cure su misura del paziente che comprendono l’uso combinato di acido retinoico, terapia fotodinamica e micropeeling».

 

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