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Cuore e sistema cardiovascolare

Perché si formano i trombi?

15/01/2018

Ogni individuo – spiega il dottor Corrado Lodigiani, responsabile del Centro Trombosi e Malattie Emorragiche dell’ospedale Humanitas – nasce con un sistema della coagulazione peculiare che dipende dai codici genetici trasmessi dai propri genitori ma risente di situazioni transitorie che possono indurre il sangue a coagulare in modo disordinato ed eccessivo causando eventi cardio o cerebrovascolari come ictus e infarto. Il sangue dovrebbe coagulare solo quando deve e in modo controllato, e continuare, invece, a scorrere nelle arterie e nelle vene perchè, se si ferma, si coagula; deve venire a contatto solo con pareti interne delle arterie e delle vene (endotelio) intatte e non infiammate, altrimenti coagula; deve scorrere in un sistema idraulico chiuso, costituito dal cuore che pompa il sangue nelle arterie, dalle arterie che arrivano fino alle cellule più lontane diventando sempre più piccole man mano che si allontanano dal cuore, dai capillari, ovvero i microscopici vasi che permettono alle cellule di assorbire dal sangue le sostanze nutritive e di scaricare nel sangue i prodotti di scarto, dalle vene che riportano il sangue al cuore perché si ripulisca nei polmoni e ricominci il proprio giro. Ogniqualvolta osserviamo il sanguinamento da un taglio, per esempio, vediamo che il sangue, a contatto con l’aria, coagula. Perché il sangue coaguli in modo appropriato, non troppo e non troppo poco, coesistono due squadre di enzimi naturali: i pro coagulanti, che lo fanno coagulare, gli anticoagulanti che lo trattengono dal coagulare troppo. Ci deve essere equilibrio in termini quantitativi e qualitativi fra i pro e gli anticoagulanti. Se prevalgono i pro coagulanti, come accade in gravidanza, in pazienti con malattie infiammatorie o con un tumore, allettati o sottoposti a un intervento chirurgico, il sangue coagula troppo rapidamente e forma trombi (coaguli) che possono chiudere le arterie provocando infarto del miocardio, ictus cerebrale o ischemia periferica, oppure possono chiudere le vene, causando trombosi venosa superficiale (flebite) o profonda.

 

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