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Apparato respiratorio

Poliposi nasale, ne soffre l’8% degli italiani

03/12/2018

Si tratta di una patologia che incide in modo drammatico sulla qualità della vita di chi ne soffre e che interessa circa l’8% della popolazione europea. La poliposi nasale è la presenza di un’infiammazione fuori controllo a livello nasale, spesso correlata all’asma e alla rinite allergica, che in molti casi colpisce persone già fragili a livello di vie respiratorie”. Ne abbiamo parlato con il dottor Luca Malvezzi, specialista in Otorinolaringoiatra e Chirurgia Cervico Facciale in Humanitas, durante un’intervista radiofonica.

 

I sintomi della poliposi nasale

Tra i sintomi principali ci sono difficoltà e ostruzione delle vie respiratorie, muco, perdita dell’olfatto e mal di testa. Sono sintomi che inizialmente tendono a non preoccupare i pazienti, ma il rischio è vengano sottovalutati: “Se si ha, ad esempio, un raffreddore che si prolunga oltre i dieci giorni serve rivolgersi ad un otorino. Non si devono sottovalutare questo tipo di sintomi”, ha spiegato ancora il dottor Malvezzi. “E il mio consiglio è di rivolgersi a grossi centri clinici, perché la visione clinica e multidiscliplinare è fondamentale oggi”. Essere visitati da più specialisti, che completano il quadro clinico e diagnosticano poi la terapia è molto importante e soprattutto bisogna evitare cure fai-da-te con cortisonici o farmaci vaso costrittori: “Sono farmaci drammaticamente utilizzati in Italia, che vengono venduti senza prescrizione medica, ma che hanno effetti collaterali importanti e ma possono essere nocivi su lungo periodo”, ha detto lo specialista.

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Quali terapie?

La chirurgia risulta in alcuni casi necessaria. Per molto tempo si è preferito intervenire in questo modo per risolvere il problema. Tuttavia oggi l’approccio privilegia la valutazione del quadro immunologico del paziente, che deve essere studiato a livello nasale e polmonare e, in caso, le allergie che manifesta. “Parliamo di medicina di precisione, per poter garantire al paziente un intervento e una terapia personalizzati”, ha concluso Malvezzi.

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