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Ematuria, quando il sangue “macchia” le urine

09/01/2018

Il colore rossastro o rosaceo delle urine indica la presenza di sangue. È una condizione nota come ematuria che può essere ricondotta a diversi motivi. Anche se tra le cause dell’ematuria possono essercene alcune meno serie di altre, in ogni caso è un segnale che non va mai sottovalutato. Ne parliamo con il dottor Giovanni Lughezzani, urologo di Humanitas.

Cambia il colore

Quello che può allarmare un individuo è la presenza visibile di sangue nelle urine. È la macroematuria, che si differenzia dalla microematuria caratterizzata invece da una presenza “nascosta” del sangue, non rilevabile a occhio nudo. Nel primo caso il colore dell’urina è diverso dal solito e assume delle sfumature rosa o simili al colore del té, della cola, della ruggine. Nel secondo caso il colore delle urine è quello consueto, pertanto la microematuria può essere rilevata solo con un esame delle urine.

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L’ematuria può anche essere accompagnata da altri sintomi oppure può presentarsi come unico sintomo, definendo così un quadro suggestivo dell’origine di questa condizione. Alcuni individui sono più soggetti al rischio di ematuria che – è bene ricordare – può presentarsi a qualsiasi età, anche in quella pediatrica. Tra questi, ad esempio, gli uomini che hanno superato i 50 anni e che possono essere interessati da ipertrofia prostatica benigna oppure in caso di familiarità per malattia renale.

Le cause

Il sangue che si mescola alle urine può provenire da qualsiasi organo dell’apparato urinario, dalla prostata alla vescica, dall’uretra ai reni. In altri casi, invece, l’origine dell’ematuria non è urologica, ovvero la presenza di sangue nelle urine non è dovuta a un’affezione dell’apparato urinario. Ne è un esempio la cosiddetta “ematuria da sforzo”, quando le urine assumono il colore rossastro dopo un intenso allenamento fisico, a cominciare dalla corsa. Sempre a proposito di esercizio fisico, chi fa uno sport da contatto potrebbe subire un trauma a livello della regione pelvica che potrebbe causare ematuria. Infine la presenza di sangue nelle urine potrebbe essere ricondotta all’assunzione di alcune categorie di farmaci, ad esempio gli antinfiammatori non steroidei o gli antiaggreganti.

Fra le cause di natura urologica ci sono le infezioni del tratto urinario (cistite), le infezioni (pielonefriti) o le patologie infiammatorie (glomerulonefriti) renali, la presenza di calcoli renali o in vescica e, sebbene più raramente, l’ipertrofia prostatica benigna e le prostatiti. L’ematuria può essere anche ricondotta a una malattia oncologica: dal tumore vescicale, a quello del rene rene e della pelvi renale, o meno frequentemente al carcinoma prostatico localmente avanzato.

L’esame medico

«Uno dei primi fattori per distinguere tra le varie cause di macroematuria è la presenza o meno di sintomi di accompagnamento», ricorda il dottor Lughezzani. «In caso di presenza di sintomi irritativi urinari (ad esempio aumento della frequenza, urgenza o bruciore minzionale) la causa è più facilmente attribuibile a infezioni del tratto urinario, che rappresentano di gran lunga  la causa più frequente di macroematuria. In caso di ematuria in assenza di altri sintomi, altresì definita “a ciel sereno” – continua lo specialista –  la causa più frequente sono le patologie tumorali della vescica, in particolar modo se il paziente è fumatore».

«In caso di macroematuria è sempre indicato rivolgersi a uno specialista che possa consigliare gli approfondimenti diagnostici necessari a seconda del quadro clinico di accompagnamento.

Oltre a un semplice esame chimico-fisico delle urine con urinocoltura, ulteriori accertamenti possono comprendere un esame citologico delle urine su tre campioni per la ricerca di cellule neoplastiche, l’ecografia dell’apparato urinario e, in caso lo specialista lo ritenga opportuno, ulteriori indagini più approfondite come la Uro-TC o la cistoscopia ambulatoriale», conclude lo specialista.

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