Sport

Sportivi, la pubalgia si cura con le onde d’urto!

20/03/2014

Sono pochi gli sportivi che non corrono il rischio di incorrere nella pubalgia, quel fastidioso dolore al pube che non permette di svolgere serenamente la propria attività.

Rugbisti, podisti, calciatori, sciatori, cestisti (ma anche ballerini) sono, infatti, spesso vittime di forti dolori alla zona pubica, causati da traumi che portano a blocchi a livello vertebrale o delle articolazioni sacro iliache, che si verificano, ad esempio, quando un atleta ricade da un salto su una gamba tesa, non ammortizzando come si dovrebbe l’impatto con il suolo.

Ma la pubalgia non è causata solamente da traumi. Spesso sono sufficienti terreni scivolosi, oppure l’alternanza tra terreni duri e terreni pesanti, che determinano un sovraccarico dei muscoli adduttori (muscoli dell’anca adibiti all’adduzione delle cosce tramite contrazione muscolare) e possono causare delle tendinopatie inserzionali (infiammazioni della giunzione tra tendine e osso) o delle microlesioni o contratture a livello degli stessi muscoli adduttori.

Nessun timore, le onde d’urto, abbinate a una buona attività riabilitativa, offrono la soluzione a questo e a molti altri problemi. È una terapia non invasiva, efficace per il trattamento anche di alcune comuni lesioni e patologie a tendini e ossa, come ad esempio, le tendiniti, gli stiramenti e le contratture muscolari o i problemi di consolidamento osseo.

Ne parliamo con il dottor Vittorio Da Pieve, specialista in Fisiatria di Humanitas Mater Domini.

Che cosa sono le onde d’urto e perché possono aiutare a curare la pubalgia?

«Le onde d’urto sono onde di pressione (acustiche, di natura meccanica) prodotte da appositi generatori, in grado di propagarsi nei tessuti, in sequenza rapida e ripetuta. A livello microscopico, la stimolazione con le onde d’urto è paragonabile a una sorta di “micromassaggio” profondo su tessuti e cellule, che induce queste ultime a produrre sostanze ad azione antinfiammatoria, alla microframmentazione delle calcificazioni e alla neuroangiogenesi (stimolazione alla ristrutturazione del microcircolo)».

Quali sono i benefici delle onde d’urto?

«Il trattamento con onde d’urto ha proprietà antidolorifiche, antinfiammatorie, “anti-gonfiore” e stimola la riparazione dei tessuti (es. rigenerazione cutanea). Per questo motivo, è efficace anche nella guarigione di ulcere, ferite e piaghe».

Le onde d’urto sono dolorose?

«Generalmente le onde d’urto sono ben tollerate e non sono invasive. In ogni caso, se il paziente dovesse avvertire del fastidio, l’intensità dell’energia viene dosata affinché il trattamento sia meglio tollerato pur restando comunque efficace».

Come si svolge e quanto dura una seduta di onde d’urto?

«Il paziente viene fatto accomodare in posizione supina o seduta, sotto costante e diretto controllo dello specialista. L’applicazione di onde d’urto dura dai 3 ai 10 minuti, in funzione della zona da trattare. Per accedere al trattamento con onde d’urto è necessario sottoporsi a una visita specialistica fisiatrica e ortopedica preventiva per accertare la patologia, programmare un corretto protocollo terapeutico e verificare che non vi siano controindicazioni».

Per quali altre patologie sono consigliate le onde d’urto?

«Il trattamento con onde d’urto è particolarmente efficace nelle patologie dell’apparato muscolo scheletrico, principalmente quelle che riguardano tendini e ossa. In particolare si rilevano efficaci nel caso di: infiammazione dei tessuti che circondano un’articolazione (periartriti), epicondiliti ed epitrocleiti (gomito del tennista), tendiniti del ginocchio e del tendine d’Achille, fascite plantare (talloniti o speroni calcaneari), stiramenti e contratture muscolari, ritardi di consolidazione ossea (in esiti di frattura), ecc.».

Risposte a cura del dottor Vittorio Da Pieve

Ambulatorio di Fisiatria di Humanitas Mater Domini

Vittorio Da Pieve, Ambulatorio di Fisiatria, Humanitas Mater Domini

 

 

 

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