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Sonno

Bambini e carenza di sonno, influenza il rendimento scolastico?

21/05/2019

Dormire poco è un danno per la nostra salute. A qualunque età. La carenza di sonno infatti riduce l’ormone leptina che stimola il senso di sazietà e riduce l’accumulo di grasso corporeo. Oltre allo stress e le preoccupazioni della vita di tutti i giorni, una delle cause della carenza di sonno è spesso l’inizio delle attività mattutine prima delle 9 del mattino. L’ingresso a scuola, per esempio, impedisce ai ragazzi di riposare spesso quanto servirebbe loro per essere più produttivi nello studio. Cosa succederebbe se gli studenti iniziassero le lezioni anche solo un’ora dopo? Lo abbiamo chiesto al dottor Vincenzo Tullo, neurologo responsabile di medicina del sonno ed esperto di cefalee di Humanitas.

 

Sonno, necessario per la salute mentale e fisica

Spesso alla mattina ci viene richiesto uno sforzo molto grande: iniziare subito la giornata con molti compiti impegnativi dal punto di vista mentale e fisico che tolgono tempo prezioso al sonno, un’attività importantissima e spesso sottovalutata.

I ragazzi di oggi, complice anche un eccessivo utilizzo della tecnologia e una sovraesposizione ai device elettronici, riposano sempre meno per notte. Erroneamente il sonno è visto quasi come un momento sconveniente che intralcia la nostra vita. Quando però viviamo la sua deprivazione, le conseguenze possono essere irreversibili sulla salute.

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I disturbi del sonno e l’impatto sul cervello

Secondo le statistiche, il 25% dei bambini provenienti dai paesi sviluppati (quelli ciò dotati di tecnologia) soffrono di disturbi del sonno anche al di sotto dei 5 anni, mentre dopo i 6 anni e fino all’adolescenza la percentuale si attesta intorno al 10-12%. Secondo la scienza, i problemi del sonno durante gli anni formativi possono causare cambiamenti permanenti nella struttura del cervello, oltre al fatto che un sonno ridotto al minimo nel numero di ore porta ad un aumento di irritabilità e iperattività e ad un calo dell’apprendimento e ad un maggiore rischio di obesità e di depressione.

“Rispetto a cento anni fa – spiega uno studio recente della University of Colorado – si è scoperto che i bambini dormono i media 2 ore in meno a notte”.

 

La terapia applicata a bambini e adolescenti

Normalmente, nei caso di pazienti così piccoli, i medici preferiscono agire sull’igiene del sonno: non esiste infatti un farmaco ipnotico apposito per il bambino. Laddove la terapia comportamentale fallisce, si ricorre a antidepressivi come negli adulti, oppure ad antistaminici.

Nel nel 2014, per scongiurare l’aumento di questi casi, l’American Academy of Pediatrics raccomandava che le scuole medie e superiori iniziassero non prima delle 8,30 del mattino e in diverse scuole, soprattutto del mondo anglosassone, si sono avviate sperimentazioni sulle classi con inizio lezioni posticipate.

Sempre uno studio americano ha calcolato l’impatto economico che avrebbe far suonare la campanella più tardi: si è stimato un guadagno di 83 miliardi di dollari per l’economia nazionale entro un decennio, per via del miglioramento dei risultati scolastici e la riduzione del tassi di incidenti automobilistici.

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