Scompenso cardiaco: una dieta ricca di proteine animali aumenta il rischio?

Meno carne per proteggere la salute del cuore? Secondo una ricerca presentata alla American Heart Association’s Scientific Sessions 2016 le donne di mezza età che seguono una dieta ricca di proteine animali correrebbero un maggior rischio di insufficienza cardiaca. Sembrerebbe pertanto emergere un ruolo cardio-protettivo delle proteine vegetali, anche se questo aspetto, dice l’autore della ricerca proveniente dalla Brown University (Stati Uniti), merita ulteriori approfondimenti.

I dati dello studio (non ancora pubblicato su una rivista scientifica) fanno riferimento a poco meno di 104mila donne di età compresa tra i 50 e i 79 anni. Le partecipanti hanno riferito le proprie abitudini alimentari attraverso la compilazione di questionari. «La modalità di raccolta dei dati rappresenta un limite di questo genere di ricerca: le informazioni raccolte non sono verificabili e standardizzabili, e in questo senso sono poco affidabili. Per questo motivo il ricercatore ha utilizzato anche due biomarcatori per la rilevazione dell’apporto proteico quotidiano», spiega la dottoressa Roberta Paliotti, cardiologa dell’ospedale Humanitas.

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Nel periodo di osservazione dello studio, 1711 donne hanno sviluppato scompenso cardiaco: l’incidenza era maggiore nelle donne che mangiavano più proteine rispetto a chi mangiava meno proteine o assumeva più proteine da fonti vegetali (anche se l’associazione era influenzata dalla massa corporea).

Cuore delle donne più a rischio dopo la menopausa

L’associazione è risultata significativa indipendentemente dall’influenza di altri fattori come età, ipertensione arteriosa, diabete, coronaropatia, anemia o fibrillazione atriale. Le conclusioni cui giunge lo studio sono coerenti con altre ricerche condotte in passato. Tuttavia l’autore sottolinea la necessità di esplorare meglio la relazione tra dieta, apporto proteico (da fonti vegetali e animali) e rischio di insufficienza cardiaca.

«Lo scompenso cardiaco rappresenta il punto di arrivo comune a diverse malattie dell’apparato cardiovascolare come l’ipertensione e la cardiopatia ischemica (angina e infarto). E se in età fertile le donne sono protette, dopo la menopausa sono soggette a un maggior rischio cardiovascolare: si ammalano di più di cuore rispetto agli uomini ed hanno una prognosi peggiore. Ecco perché le donne in post-menopausa rappresentano un target ideale per indagare la relazione tra stili di vita alimentari e rischio cardiovascolare», aggiunge la dottoressa Paliotti.

Alla luce di questo studio cosa possiamo consigliare alle donne per la salute del cuore?

«Il consiglio è sempre quello di condurre uno stile di vita sano, che preveda il controllo di tutti i fattori di rischio modificabili. In particolare, per quanto riguarda l’alimentazione, l’indicazione è di seguire una dieta bilanciata: che privilegi il consumo di frutta e verdura, legumi e cereali integrali, latticini a basso contenuto di grassi, pesce 3-4 volte a settimana, frutta secca e ridurre riduca il consumo di carni rosse e insaccati, soprattutto se già esposte ad altri fattori di rischio per la salute del cuore».

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«È inoltre importante evitare la tentazione di ricorrere a diete drastiche fai da te come quelle iperproteiche o altri regimi alimentari di tendenza che molto spesso nascondono insidie. Il consiglio è sempre quello di rivolgersi a uno specialista della nutrizione», conclude la dottoressa Paliotti.