Occhi, dopo i 50 anni bene fare una visita ogni dodici mesi

L’età che avanza è uno dei motivi per cui bisogna prestare maggiore attenzione alla propria salute, anche a quella degli occhi. La prevenzione si fa attraverso visite periodiche: «Chi ha oltre 50 anni dovrebbe fare una visita annuale di controllo con esame del fondo oculare», ricorda sull’Eco di Bergamo il professor Mario Romano, Responsabile del Centro Oculistico di Humanitas Gavazzeni e docente di Humanitas University.

Una malattia dell’occhio che richiama direttamente l’invecchiamento è la degenerazione maculare senile. Colpisce la macula, la porzione più centrale della retina, una delle strutture dell’occhio che può essere osservata da vicino proprio con l’esame del fondo oculare. Come ricorda l’American Academy of Ophthalmology, il rischio aumenta di tre volte dopo i 75 anni rispetto alla fascia d’età 65-74 anni.

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Un’altra patologia associata all’età che avanza è la cataratta, con l’opacizzazione del cristallino, la lente interna dell’occhio. Uno dei suoi sintomi è il frequente cambio degli occhiali da vista e una riacquistata capacità a leggere senza occhiali da lettura nei pazienti con più di 55 anni, ricordano gli oculisti americani.

Visite periodiche di controllo, indipendenti dall’età che avanza, invece, sono indicate invece alle persone con diabete per via della retinopatia diabetica.

Gli strumenti per diagnosi e trattamenti mirati

L’evoluzione della diagnostica strumentale permette ormai di definire diagnosi sempre più curate e terapie sempre più efficaci anche per le malattie dell’occhio. Tra gli esami innovativi c’è l’angiografia senza mezzo di contrasto per «uno screening su una popolazione molto più ampia per le maculopatie senili e diabetiche». Invece fra gli strumenti utilizzati nel trattamento c’è il laser a femtosecondi per la cataratta, «che evita di eseguire manualmente o con gli ultrasuoni alcuni step chirurgici; in grado di indurre la formazione di microbolle di anidride carbonica che dissecano il tessuto durante l’intervento di sostituzione del cristallino opaco con quello artificiale».

(Per approfondire leggi qui: Cataratta: una dieta ricca di vitamina C può rallentare la progressione?)

Anche per la retinopatia diabetica l’innovazione tecnologica ha contribuito al miglioramento dei trattamenti: «Si utilizza anche un laser micropulsato sotto soglia nella lunghezza d’onda del giallo, che permette di essere più selettivi su strutture retiniche e sottoretiniche e meno distruttivi sulle zone sane da preservare».

L’importanza della diagnosi e dei trattamenti tempestivi emerge anche riguardo alle metamorfopsie, caratterizzate da una visione distorta delle linee, e alle miodesopsie, con le tipiche macchie o fili scuri presenti nel campo visivo che possono unirsi a flash e lampi (fotopsie): «Per queste patologie bisogna intervenire precocemente e, in tal caso, si ha un buon recupero funzionale», avverte l’esperto sull’Eco di Bergamo.