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Scivolare sul ghiaccio, cosa fare se il trauma è all’osso sacro?

08/01/2018

Non capita solo ai principianti dei pattini sul ghiaccio o dello sci. Scivolare e sbattere il sedere per terra può capitare a tutti in qualunque occasione, ma è importante non sottovalutare il dolore e affrontare il trauma che colpisce l’osso sacro e il coccige, nel modo adeguato. Ecco i consigli della dottoressa M. Cristina D’Agostino, specialista ortopedico e responsabile del Centro Onde D’Urto dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.

«Di diversa severità, i traumi a carico dell’osso sacro e del coccige possono risolversi con pochi giorni di riposo e ghiaccio sulla parte interessata, o richiedere più tempo – spiega la dottoressa D’Agostino. – A seconda della violenza dell’impatto, il dolore si può manifestare in modo più o meno intenso sia localizzato nell’area circostante l’osso sacro e il coccige, sia nelle zone vicine e alle vertebre. In particolare, il dolore può aumentare nella posizione da seduti, o quando si cambia posizione, e può essere associato o meno alla presenza di ematoma. Se il dolore molto forte e persistente, meglio rivolgersi a un pronto soccorso per verificare con esami radiografici la presenza o meno di una eventuale frattura o anche lesioni ossee più importanti come la lussazione del coccige, per esempio.»

Cosa fare subito dopo il trauma?

«I traumi al coccige, per esempio, se trascurati e non curati adeguatamente nelle primissime fasi  – continua la dottoressa – possono portare a dolori cronici, talora difficili da risolvere, come la “coccigodinia”, una condizione caratterizzata da dolore persistente in zona sacro-coccigea, relativamente resistente alle terapie.»

Pertanto, nell’evenienza di una scivolata con caduta sul sedere, ecco come intervenire immediatamente:

  1. applicare ghiaccio sull’area dolente
  2. evitare sforzi che coinvolgano la colonna vertebrale e quindi anche l’osso sacro
  3. sedersi utilizzando dei cuscini cavi nel centro (a ciambella) o assumere posizioni cosiddette “ergonomiche”, che permettano cioè all’osso sacro di non subire schiacciamenti
  4. dormire a pancia in giù per evitare il sovraccarico dell’area che ha subito il trauma
  5. in caso di bisogno e su prescrizione medica, assumere antidolorifici per bocca

In caso di ematoma, tumefazione e se il dolore non dà tregua, nei giorni successivi al trauma è possibile ricorrere a neuromodulazione interattiva, una particolare elettroterapia sicura e indolore che, oltre all’azione analgesica locale aiuta a stimolare e accelerare i fisiologici processi di riparazione dei tessuti, accorciando i tempi di guarigione e recupero.

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