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Prostata, in quali casi il test del PSA può presentare valori elevati?

12/12/2017

Il test del PSA è uno degli esami a cui si ricorre per valutare le condizioni della prostata. Valori elevati possono suggerire la presenza di un tumore prostatico, sebbene solo con la biopsia si possa arrivare a una diagnosi certa. In ogni caso la neoplasia prostatica non è l’unico motivo per cui il test potrà indicare valori fuori norma. In quali altri casi il PSA potrà dunque risultare elevato? L’abbiamo chiesto al dottor Giovanni Lughezzani, urologo di Humanitas.

Il test

PSA sta per Antigene Prostatico Specifico, un enzima prodotto dalle cellule della ghiandola prostatica. In caso di patologie a carico della prostata la concentrazione di questa molecola nel sangue aumenta. Il dosaggio del PSA, che può essere considerato un marcatore delle condizioni della ghiandola, viene effettuato con un semplice prelievo di sangue.

Il test può essere richiesto dal medico anche dopo una visita urologica ed è uno dei principali esami con cui poter rilevare la presenza di un tumore alla prostata. Tuttavia i risultati del test devono essere interpretati dal medico specialista anche alla luce di altre caratteristiche del paziente senza poter fare affidamento esclusivo sull’esito del test. Dopo una diagnosi di tumore, infine, si ricorre al test per monitorarne l’evoluzione.

In genere ci si può sottoporre al test, in assenza di fattori di rischio per tumore alla prostata, dai 50 ai 70 anni di età; in caso di familiarità, invece, anche dai 40-45 anni. In ogni caso il consiglio è sempre quello di sviluppare un dialogo fruttuoso con il proprio urologo di fiducia per valutare l’opportunità di sottoporsi al test ed interpretare i risultati nel modo più corretto.

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Questi devono essere interpretati con cautela prima di poter pensare a una diagnosi di tumore prostatico: «Mentre il PSA è senz’altro un marcatore organo-specifico, essendo prodotto esclusivamente dalla prostata, non è un marcatore tumore specifico e può pertanto risultare aumentato per molteplici cause non tumorali. In quest’ottica ci sono differenti parametri che possono aiutare lo specialista, come il rapporto tra PSA libero e totale, la variazione nel tempo del PSA (PSA velocity), il rapporto tra PSA e volume prostatico (PSA density)», spiega il dottor Lughezzani.

Ipertrofia e prostatite

Quali altre patologie al di là del tumore possono essere causa di innalzamento del PSA? «L’infiammazione prostatica (prostatiti acute o croniche) è la causa più frequente di aumento del PSA. Lo stesso aumento volumetrico della ghiandola prostatica come nel caso dell’ipertrofia prostatica benigna può associarsi a un aumento del PSA», conclude lo specialista.

(Per approfondire leggi qui: Ipertrofia prostatica: benigna, ma da non sottovalutare!)

Infine valori più elevati del PSA possono semplicemente essere dovuti all’età del paziente, oppure, ad esempio, al fatto che il paziente si sia sottoposto a esami come la biopsia prostatica o la cistoscopia, ovvero l’esame endoscopico della vescica.

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