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Perché russiamo?

26/01/2021

Russare è un problema. Non soltanto per coloro che hanno a che fare con russatori, ma anche per la salute della persona che russa. Particolarmente comune tra gli uomini, è maggiormente frequente tra coloro che sono in sovrappeso, e con l’età tende a peggiorare. Il russamento non deve essere sottovalutato perché, specie se cronico, può essere sintomo di ostruzioni alle vie respiratorie.

Approfondiamo l’argomento con il dottor Federico Leone, specialista in Otorinolaringoiatria in Humanitas San Pio X e in Humanitas Medical Care Murat.

Quali sono le cause del russamento?

La causa principale del russamento è la riduzione dello spazio aereo a livello dei tessuti molli della faringe con conseguente vibrazione rumorosa di alcune strutture anatomiche durante il passaggio dell’aria. Tale riduzione dello spazio respiratorio è dovuta, ad esempio, all’aumento della massa a livello dei tessuti molli delle prime vie aereo-digestive, che si manifesta con il passare dell’età o con il sovrappeso. Altri fattori anatomici che influenzano lo spazio respiratorio sono l’ipertrofia delle tonsille e della base linguale o anomalie maxillo-facciali  (palato stretto, mandibola poco sviluppata),

C’è una leggera correlazione tra il russamento e la stenosi nasale: quando si ha il naso chiuso, infatti, si tenderà a respirare con la bocca  aperta con una maggiore probabilità di russare. «Tuttavia problematiche respiratorie nasali non sono la causa del russamento come spesso si pensa. Molte persone, infatti, non russano abitualmente ma solo quando sono raffreddate. Molte altre, invece, russano sonoramente pur avendo una respirazione nasale ottimale», spiega il dottor Leone.

Russamento: le conseguenze sulla salute

Possiamo distinguere due tipi di russamento: russamento semplice e russamento patologico.

In caso di russamento semplice, non ci sono particolari conseguenze sulla salute della persona che russa, al di là del fastidio che può far provare al partner, che non riuscirà a dormire. Il russamento semplice è quindi soltanto un disturbo di natura sociale. Se il russamento, invece, altera la struttura del sonno, provocando microrisvegli e la qualità stessa del sonno abbiamo a che fare con un russamento patologico

Molto spesso, chi è affetto da russamento patologico, può manifestare anche apnee notturne, ovvero pause respiratorie che possono durare anche parecchi secondi. «Le apnee si verificano perché le strutture faringee e linguali, a causa della riduzione del tono muscolare che si verifica durante il sonno, non vibrano semplicemente come durante il russamento, ma arrivano a collassare completamente impedendo del tutto il passaggio dell’aria», continua il dottor Leone. È importante diagnosticare e trattare le apnee perché queste hanno un forte impatto sulla salute generale del paziente (aumentato rischio cardio-vascolare). Fortunatamente le apnee notturne possono essere diagnosticate, monitorate e curate: «Sicuramente è efficace l’applicazione della CPAP, un dispositivo di ventilazione non invasiva a pressione positiva collegato a una mascherina (nasale, orale, oro-nasale) che si indossa quando si va a dormire. Grazie a questo dispositivo la persona non va più in apnea e smette di russare. Ci sono poi, in alternativa alla CPAP, terapie chirurgiche, oggi diventate meno invasive ed altamente personalizzate grazie ai dati della Sleep Endoscopy, o anche terapie ortodontiche mediante l’impiego di dispositivi orali notturni (“bite”) che servono, ad esempio, a prevenire la caduta indietro della lingua o l’apertura della bocca».

Quali esami si possono fare per scoprire il problema?

Il russamento di solito si “scopre” perché riferiti dal partner, oppure ce ne si accorge per via dell’interruzione del sonno (in caso di russamento patologico). Tuttavia esiste un esame per valutare l’entità del russamento e la gravità delle apnee notturne: la polisonnografia.

«La polisonnografia è un esame poligrafico che, mentre dormiamo, registra una serie di parametri, ma soprattutto, quelli respiratori. Vengono registrati i rumori, la posizione del soggetto durante il sonno e il tipo di respirazione (orale o nasale). Vengono inoltre misurati, per esempio, il numero, la durata e la profondità delle apnee, le variazioni di ossigenazione del sangue durante la notte. La polisonnografia è quindi in grado, se ben interpretata, di offrire un inquadramento oggettivo della gravità del problema.

Al giorno d’oggi, dopo la polisonnografia, è possibile eseguire la Sleep Endoscopy. L’otorinolaringoiatra esegue un’endoscopia delle prime vie aeree durante un sonno indotto farmacologicamente che simula in maniera adeguata il sonno naturale. In questo modo è possibile valutare i siti anatomici responsabili del russamento e delle apnee e pianificare un trattamento altamente personalizzato sulla problematica specifica di ciascun paziente», continua il dottor Leone. Grazie alla Sleep endoscopy è possibile individuare delle terapie (chirurgiche e non chirurgiche) alternative alla CPAP ma altrettanto efficaci.

Rivolgersi allo specialista è molto importante

Per evitare il russamento, è bene iniziare ad agire sui fattori di rischio che abbiamo elencato. Se il paziente è in sovrappeso, dovrà ovviamente perdere peso, diminuire o, meglio, eliminare alcol e fumo e potrebbe iniziare a dormire su un fianco.

Tuttavia, questi accorgimenti potrebbero non essere sufficienti, motivo per cui è bene rivolgersi allo specialista, specie se il fenomeno tende a persistere.

 

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