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Tumore alla prostata, peso e altezza sono fattori di rischio?

16/03/2018

Il tumore alla prostata è tra le neoplasie più diffuse tra gli uomini. Si sviluppa raramente al di sotto dei 45 anni ma diventa sempre più frequente con l’aumentare dell’età. Oltre alla familiarità, secondo studi più recenti, ci sono però altri fattori di rischio che è utile conoscere e prendere in considerazione. Ne parliamo con il dottor Alberto Saita, urologo di Humanitas.

 

Le caratteristiche da non sottovalutare

Secondo i centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie, il tumore alla prostata è il secondo più comune tra gli uomini negli Stati Uniti, con oltre 100 mila nuovi casi diagnosticati ogni anno.

Uno studio recente ha esaminato l’altezza e l’indice di massa corporea per vedere come impattano sulle probabilità di ammalarsi di questa patologia. Secondo i ricercatori della Cleveland Clinic le dimensioni del corpo sembrano influenzare la predisposizione a contrarre questa patologia.

Gli uomini più alti e quelli con indici di massa corporea più elevati sembrano infatti maggiormente a rischio, mentre ricerche precedenti avevano già dimostrato una connessione tra obesità e rischio di sviluppare il tumore alla prostata.

I ricercatori hanno esaminato i dati di oltre 100 mila pazienti e hanno scoperto che per ogni dieci centimetri di altezza, il rischio di sviluppare un tumore alla prostata aggressivo aumenta del 21%. Inoltre, avere una massa grassa più sviluppata potrebbe avere un impatto sulla aggressività della malattia, dal momento che le cellule adipose producono proteine che possono influenzare la crescita cellulare.

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Come intervenire sul peso

Gli uomini non possono fare nulla per modificare la propria altezza, ma possono senz’altro intervenire sul proprio peso per tenere sotto controllo i loro rischi. È bene infatti ricordare che avere delle sane abitudini alimentari riduce i rischi di qualsiasi patologia. Mantenere un normale indice di massa corporea, esercitarsi regolarmente, non assumere calorie eccessive e rimanere attivi, riduce quindi il rischio di ammalarsi e rende più facile la guarigione e più alte le possibilità di sopravvivenza nel caso che la malattia ci colpisca.
“Per quanto riguarda la correlazione fra l’altezza e l’incidenza di questo tipo di neoplasia lo studio di Cleveland Clinic è da considerarsi ancora isolato e va sostenuto quindi da ulteriori esperienze – ha commentato anche il dottor Alberto Saita, urologo di Humanitas -.Per ciò che concerne invece l’indice di massa corporea è ormai noto che l’aumento del BMI correlato con la sempre più comune sindrome metabolica espone non solo all’aumento del rischio di neoplasie prostatiche ma di malattie neoplastiche in genere nonché di un aumento anche del rischio di malattie cardiovascolari”.

 

 

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