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Dolore e bruciore durante la minzione, da cosa possono essere causati?

13/02/2018

“Disuria” è un termine che risulterà poco familiare a molte persone. La sua traduzione nel linguaggio comune richiamerà, invece, a tanti una situazione spiacevole. Per disuria si intende infatti il dolore o il bruciore durante la minzione, un sintomo associato a diverse condizioni ad alta incidenza nella popolazione generale, come spiega la dottoressa Silvia Zandegiacomo De Zorzi, urologo di Humanitas.

Il sintomo potrà essere avvertito durante la minzione ma non solo: «Il paziente o la paziente potrà avvertire questa sensazione dolorosa sia al passaggio dell’urina che semplicemente in presenza di urina in vescica. In altre parole il dolore, il fastidio o il bruciore possono essere concomitanti o indipendenti dall’emissione del flusso urinario», spiega la dottoressa Zandegiacomo De Zorzi.

Gli organi interessati dal disturbo segnalato dalla disuria sono diversi, anche in base al genere: l’uretra, ovvero il canale che si congiunge alla vescica e che convoglia l’urina fuori dal corpo, la vescica stessa e la prostata, naturalmente nel genere maschile.

Le differenze di genere

Ma quali sono le cause di questo sintomo? «I pazienti con dolore e bruciore potranno essere interessati da un’infezione a carico della vescica, da una problematica di stimolo irritativo associata eventualmente alla presenza di lesioni vescicali oppure da un problema di svuotamento vescicale in un quadro di ipertrofia prostatica ostruente, condizionante difficoltà alla minzione».

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Tra le donne un disturbo molto comune che può manifestarsi con sintomatologia disurica sono le infezioni delle “basse vie”: «Ci riferiamo alle infezioni del tratto urinario, principalmente a carico della vescica – le cistiti, appunto – e dell’uretra. In quest’ultimo caso si parla di uretriti». L’uretra è infatti la porta di ingresso dei batteri che possono risalire in vescica e qui moltiplicarsi. Le donne sono più colpite degli uomini proprio per la conformazione del loro apparato urinario, con l’uretra più corta e spesso affette da disbiosi intestinali. Infatti i batteri spesso responsabili delle infezioni urinarie, possono vivere normalmente nell’intestino (come ad esempio l’Escherichia Coli ) dove svolgono la loro funzione di “ batteri buoni “ e  diventare “aggressivi” quando migrano nelle vie urinarie.

Tra gli uomini, invece, la disuria è correlata a una condizione diffusa in particolare nella terza età: l’ipertrofia prostatica benigna, «caratterizzata da ostruzione e difficoltà di svuotamento vescicale. La disuria è suggestiva nei quadri di prostatite, ovvero di infiammazione della ghiandola prostatica», aggiunge la dottoressa.

Anche alcune patologie a trasmissione sessuale, come la gonorrea o la clamidia, o la calcolosi e la pielonefrite, ovvero l’infezione dei reni (alte vie urinarie), possono essere segnalate dal dolore e dal bruciore minzionali.

Il trattamento

In alcuni casi è ancora più stringente l’indicazione di rivolgersi al medico per individuare la causa del dolore e del bruciore, ad esempio quando la paziente è incinta. In ogni caso per avere un quadro più chiaro della situazione è bene guardare anche agli altri sintomi concomitanti: «In caso di infezione del tratto urinario o di prostatite possono esserci l’aumento della temperatura corporea, l’ematuria macroscopica, ovvero la presenza visibile di sangue nelle urine, dolori a livello pelvico-perineale. Per definire il trattamento è necessario fare diagnosi: «La disuria è meritevole di un inquadramento clinico definito con esami quali l’urinocoltura con eventuale antibiogramma, l’esame delle urine, l’ecografia dell’apparato urinario (eseguita tassativamente a vescica piena) ed eventualmente la citologia urinaria su tre campioni».

Dopo gli accertamenti si definisce il trattamento più adeguato: «In caso di lesione vescicale si procede a un intervento endoscopico di resezione endoscopica; in caso di ostruzione da ipertrofia prostatica benigna si definisce in prima battuta una terapia medica per risolvere la disuria, mentre in presenza di infezione del tratto urinario si prescrive una terapia antibiotica. Questa sarà scelta alla luce dell’antibiogramma, nell’ottica di scegliere la terapia più efficace contro il germe responsabile dell’infezione», conclude la dottoressa Zandegiacomo De Zorzi.

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