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Chirurgia generale

Alluce rigido, anche i microtraumi giocando a calcio possono causarlo

13/03/2018

Un dito non si muove più in modo corretto e si comincia a camminare male. Tutta colpa dell’alluce rigido, una condizione a carico del primo dito del piede conseguenza della degenerazione della cartilagine articolare. E spesso l’alluce rigido si accompagna a un’altra condizione, ben più nota e comune di questa, ovvero l’alluce valgo. Se in un primo momento si ricorre al trattamento conservativo, per risolvere definitivamente l’alluce rigido potrà rendersi necessario l’intervento chirurgico, come spiega il dottor Leonardo Maradei, Responsabile di Chirurgia del piede e mininvasiva di Humanitas.

Anche gli sportivi a rischio

L’articolazione i cui tessuti vanno incontro a degenerazione è quella metatarso-falangea: il dito perde la sua fisiologica mobilità articolare. È una condizione che colpisce indistintamente uomini e donne a differenza dell’alluce valgo che è più comune nelle donne: «L’alluce valgo si qualifica per una deviazione laterale del dito, con la sua base che si sposta verso l’esterno e la punta che si orienta marcatamente verso le altre dita. L’alluce valgo si associa dolore e limitazione funzionale», spiega il dottor Maradei.

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Alluce valgo e alluce rigido sono correlati: «Questo perché l’alluce valgo è una comune causa di artrosi e dunque il dito diventa rigido perché artrosico», ricorda ancora lo specialista. Tuttavia dietro questa condizione può nascondersi anche un’altra causa: «Oltre all’artrosi, anche i traumi e i microtraumi ripetuti che colpiscono il primo dito, con le conseguenti lesioni articolari, possono portare all’alluce rigido. Ecco perché il disturbo può interessare anche chi si dedica al calcio».

Il trattamento

La diagnosi è clinica ma lo specialista, oltre a osservare il paziente, potrà richiedere anche una radiografia prima di definire il trattamento. Il primo passo è quello conservativo: «Il pregiudizio alla mobilità dell’articolazione comporta un problema nella deambulazione, spesso dolorosa. Il soggetto non riesce a dorsoflettere il dito, ovvero a eseguire il movimento in cui il dito si rivolge verso l’alto, e quindi comincia a camminare in modo errato spostando il peso sul margine esterno del piede».

Il dolore sorge anche perché in corrispondenza dell’articolazione possono formarsi degli osteofiti, ovvero dei piccoli speroni ossei nello spazio tra le due estremità articolari che sfregano contro le calzature.

«L’obiettivo primario del trattamento conservativo è quello di restituire una maggiore mobilità per camminare in maniera corretta. Un fisioterapista eseguirà dei movimenti per lo stretching della capsula articolare metatarso-falangea. Anche un plantare – aggiunge lo specialista – può essere utilizzato nella prima fase del trattamento».

Se lo stretching e il plantare non riescono a risolvere le problematiche derivanti dall’alluce rigido si rende necessario l’intervento del chirurgo: «Se la condizione non è molto grave si può eseguire un intervento mininvasivo per eliminare gli osteofiti. In casi più gravi si esegue un intervento chirurgico tradizionale con cui aprire e ripulire la capsula articolare mentre nei casi ancora più gravi si esegue l’artrodesi metatarso-falangea per saldare chirurgicamente il metatarso alla falange e fissare dunque i due capi articolari», conclude il dottor Maradei. Se necessario la chirurgia potrà contemporaneamente correggere anche l’alluce valgo.

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