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Orecchio, naso e gola

Bruxismo e apnee del sonno: quale legame?

10/04/2021

Il bruxismo è un digrignamento dei denti notturno e involontario, che può essere la causa di mal di testa, dolore alla mandibola e usura dei denti. Il bruxismo può rappresentare un campanello d’allarme per gli odontoiatri, che tramite un’anamnesi accurata e diagnostica possono approfondire l’eventuale presenza di una roncopatia. 

Infatti, secondo il dottor Fabrizio Salamanca, referente del Centro per la Diagnosi e Cura della Roncopatia di Humanitas San Pio X: «Il bruxismo è considerato una patologia neurologica del sonno che ha un forte legame con le apnee ostruttive del sonno. Il russamento e le apnee ostruttive del sonno sono spesso associati al bruxismo. Una buona valutazione da parte degli odontoiatri, insieme ad una polisonnografia e un’endoscopia del sonno (sleep endoscopy), può aiutare a intercettare e risolvere molti casi di roncopatia, patologia molto diffusa tra gli uomini e tra le donne (specie dopo la menopausa) ma non rara neppure tra i bambini, che nel lungo periodo può essere la causa di importanti ripercussioni sulla salute come ipertensione, cardiopatie, sonnolenza diurna che può causare incidenti stradali ed infortuni sul lavoro».

Bruxismo: l’utilizzo del bite

I bite personalizzati, ovvero piccoli apparecchi odontoiatrici da usare durante il sonno per fermare il digrignamento dei denti, in alcuni casi possono rappresentare una cura efficace per il bruxismo. Ci sono casistiche che invece richiedono terapie combinate: per valutare la modalità corretta di risoluzione del problema, soprattutto per coloro che dormono respirando a bocca aperta, esiste un esame endoscopico da svolgere in ospedale, la sleep endoscopy. Si tratta di un sonno indotto in cui è possibile stabilire la terapia migliore e personalizzata per ogni paziente mirata a migliorare o risolvere il russamento e le apnee ostruttive del sonno: durante questo esame vengono anche eseguite manovre (es. il “pull up mandibolare”) o posizionati simulatori di apparecchi odontoiatrici per capire anche l’eventuale efficacia di un bite sia per il bruxismo che per la roncopatia.

Bruxismo/roncopatia: quando è necessaria la chirurgia

In molti casi la terapia con il bite fa sì che la patologia diminuisca ma non conduce a una risoluzione del problema, che si può ottenere con la concomitanza di un intervento chirurgico mininvasivo. Grazie alla sleep endoscopy per il chirurgo è possibile capire in quale sede delle vie aeree intervenire e qual è il tipo di intervento di cui necessita il paziente. Combinare la chirurgia con la terapia odontoiatrica che si serve di bite denominati MAD (mandibular advancement device),  è consigliato per coloro che soffrono delle forme più gravi di bruxismo e roncopatia, o quando altre metodologie non hanno dato i risultati sperati. A volte questa soluzione risulta più efficace addirittura della terapia suggerita nei casi più gravi di roncopatia, ovvero quella ventilatoria assistita con la macchina respiratoria (CPAP).

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