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Alimentazione

Obesità, le bibite zuccherate hanno favorito la sua diffusione

15/02/2018

Una fonte di calorie che alimenta sovrappeso e obesità sono le bevande zuccherate. Il loro consumo, forte e regolare, è uno dei fattori che nel mondo contribuisce all’accumulo di chili extra, tanto nei bambini quanto negli adulti. Una nuova conferma è arrivata da una ricerca pubblicata su Obesity Facts realizzata da un team internazionale di ricercatori. La relazione è rilevante per la salute pubblica poiché l’obesità è un chiaro fattore di rischio per l’insorgenza di diverse patologie a cominciare dal diabete. Ne parliamo con il dottor Giuseppe Marinari, Responsabile di Chirurgia bariatrica di Humanitas.

Indice di massa corporea in aumento

La ricerca è una meta-analisi di trenta studi pubblicati fra il 2013 e il 2015 con dati riferiti a poco meno di duecentocinquanta mila individui, sia bambini che adulti. Venti studi erano stati condotti sui bambini, dieci avevano valutato invece l’impatto del consumo di bevande zuccherate negli adulti. Le popolazioni coinvolte provenivano da diverse aree geografiche, dall’Europa agli Stati Uniti, dall’Australia al Centro e Sud America.

Nei bambini l’impatto del consumo di bevande zuccherate è stato valutato misurando le variazioni dell’Indice di massa corporea. Fra gli adulti, invece, oltre a questo, l’accumulo di peso in eccesso è stato correlato all’aumento del girovita.

Il 93% degli studi esaminati ha confermato l’associazione tra l’obesità in età infantile e in età adulta e l’assunzione di queste bevande. L’unico studio che aveva valutato gli effetti della sostituzione delle bibite con l’acqua in un gruppo di adulti non ha dato risultati statitisticamente rilevanti.

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Circa il 40% in eccesso di peso

L’obesità, infantile ma non solo, è un problema rilevante in tutto il mondo. Come ricordano gli autori della meta-analisi, gli ulimi decenni hanno visto aumentare la prevalenza di sovrappeso e obesità: dal 1975 al 2014 questa è passata dal 23% al 39% nel sesso femminile e dal 21% al 38% in quello maschile.

Anche i consumi di bevande zuccherate sono aumentati. E come sottolineano i ricercatori queste bibite sono la principale fonte di zuccheri aggiunti della dieta. La correlazione tra questi due fenomeni è stata documentata da diversi studi benché altre ricerche abbiano dato risultati contrastanti. La nuova meta-analisi ha confermato invece il legame tra questa abitudine alimentare e l’eccesso di peso.

Alla luce di questa associazione – concludono i ricercatori – le politiche pubbliche dovrebbero cercare di disincentivare il consumo di queste bevande e incoraggiare quello di alternative più salutari come l’acqua. Diversi Paesi, si legge nello studio, hanno attuato delle contromisure come l’aumento dei prezzi o la diffusione di campagne di informazione e di educazione scolastica.

Meno zuccheri?

Un esempio da seguire potrebbe il programma di graduale riduzione del sale nel Regno Unito che ha visto l’industria diminuire la quantità di sale aggiunto ai cibi processati negli ultimi dieci anni. La riduzione del 15% del consumo di sale nella popolazione generale potrebbe essere attribuiti proprio a questa strategia. E il ridotto consumo di sale potrebbe tradursi in una riduzione dell’incidenza di ipertensione e, a sua volta, della mortalità per malattie cardio-cerebrovasolari.

La stessa relazione si potrebbe instaurare fra riduzione della quantità di zuccheri aggiunti nelle bibite, riduzione dei livelli di obesità/sovrappeso e magari una minore incidenza di diabete? «Non credo che una riduzione degli zuccheri sia utile: o si preparano delle bibite a zero calorie, con dolcificanti, che però utilizzati in grande quantità possono lo stesso essere nocivi per la salute, o semplicemente si salta il problema riducendo la quantità di bibite utilizzate», risponde il dottor Marinari. «Le soluzioni più in voga, dove il problema è stato già affrontato, sono l’aumento dei prezzi attraverso un aumento delle tasse sulle bibite, e soprattutto la riduzione del volume delle confezioni. In pratica abolire le bottiglie di bibite da due litri o da un litro e mezzo, usare al massimo bottiglie da un litro, o meglio da 750 ml, e lattine da 250 (o meno) invece che da 330. In molti ambienti di lavoro e nelle scuole si potrebbe agire semplicemente abolendo l’utilizzo di bevande zuccherate, così come è già stato fatto con alcol e fumo; sempre di salute si tratta».

Per evitare l’aumento di peso le abitudini salutari vanno apprese sin dall’infanzia: «Nell’età infantile molto passa attraverso l’aumento dell’attività fisica – sottolinea lo specialista; certo poi è anche questione di educazione familiare, se a tavola i genitori mettono le bibite invece dell’acqua, o se friggono tutti i giorni, allora l’attività fisica potrebbe non bastare», conclude il dottor Marinari.

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