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Benessere

Anziani e depressione, il compito fondamentale del geriatra

08/04/2019

L’importanza della figura del geriatra sta crescendo di pari passi passo al progressivo invecchiamento della popolazione. Più si allungano le aspettative di vita, più il valore dei questi specialisti e i delicati compiti che possono svolgere diventano preziosi. Si tratta di una specialità lungamente bistrattata e tacciata di essere la medicina “povera”. Invece questo professionista valuta e gestisce i problemi di salute e i bisogni tipici della terza età, che richiederebbero invece l’intervento di diversi specialisti, evitando, per esempio, l’assunzione inappropriata ed eccessiva di farmaci. Spesso il geriatra è fondamentale nel diagnosticare disturbi psicologici e difficoltà emotive legate all’invecchiamento. A tale proposito, abbiamo intervistato la dottoressa Mariangela Bonzani, specialista in Geriatria e Gerontologia in Humanitas Medical Care Arese, che vanta una lunga esperienza in ospedale e in strutture socio-sanitarie.

 

La depressione dopo un certa età

“Nell’anziano il problema della depressione è rilevante – ha confermato la specialista -. Le forme di questo disturbo possono essere differenti: alcune vengono definite “depressioni sotto soglia”, cioè sono forme di depressione lieve che, però, possono a volte accompagnarsi al declino cognitivo e a volte precederlo. Questo stato nell’anziano si complica proprio per la coesistenza di una componente cognitiva”.

Così come per i giovani, anche negli anziani la depressione si caratterizza spesso e principalmente per la presenza di anomalie dell’umore, insonnia, irritabilità, difficoltà a prendere decisioni anche semplici, perdita di interesse e di piacere, calo ponderale, disturbi alimentari. “L’anziano molte volte tende a non riferire la tristezza che prova – ha detto la dottoressa -, ma comunica il suo disagio proiettandolo sul corpo, cioè verbalizzando i disturbi di tipo somatico”.

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In che modo interviene il geriatra?

“Il geriatra è un medico che personalizza, ossia si rivolge alla cura della persona nel suo complesso e non solo alla cura della malattia in sé”, afferma l’esperta. Questo specialista si occupa non solo dello studio e del trattamento delle malattie degli anziani, ma cerca anche di capire soprattutto quelle che sono le componenti psicologiche, sociali, assistenziali che avvengono con l’invecchiamento.  Si parla spesso in geriatria di “bassa tecnologia e alto tocco”, nel senso che il geriatra raccoglie le informazioni del paziente anziano, l’anamnesi familiare, la storia clinica e procede all’esame obiettivo. Ma, per avvicinarsi al problema nella sua interezza e poterne sviscerare le diverse componenti, lo specialista spesso utilizza il metodo della valutazione multidimensionale. “A livello naturalmente di screening, le differenti scale ci permettono di valutare le autonomie funzionali dell’anziano, cioè la sua capacità nello svolgimento delle attività della vita quotidiana, oppure quali siano le sue problematiche motorie, o ancora riconoscere un iniziale declino cognitivo e individuare problematiche emotive, tra cui, soprattutto, la depressione”, spiega la dottoressa.

 

Depressione e disturbo di tipo cognitivo, qual è il legame?

Si parla di pseudo demenza dell’anziano per intendere la depressione che si manifesta insieme a un deterioramento cognitivo, tanto da poter essere scambiata, appunto, per una demenza. In altre parole. “Talvolta l’espressione del sintomo depressione è talmente spinto verso il disturbo di tipo cognitivo che viene interpretato come l’emergenza di una demenza”, chiarisce l’esperta. E aggiunge: “Si tratta di un aspetto molto delicato perché, se effettivamente il problema di fondo è la depressione, un approccio di tipo terapeutico, farmacologico e non, può migliorare le competenze cognitive”. Altre volte è esattamente il contrario: si pensa a una condizione depressiva quando, invece, questo disturbo può essere uno dei prodromi, cioè uno degli aspetti emotivi con cui si può manifestare un declino cognitivo.

 

Esistono fattori scatenanti lo stato depressivo?

I fattori che più spesso si associano alla depressione tardiva sono le comorbidità (coesistenza di patologie diverse), un problema di disabilità, gli scarsi contatti sociali, un lutto, soprattutto la perdita del coniuge, un dolore cronico che non si riesce a controllare.

 

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