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Gravidanza

Fertilità, negli ultimi 40 anni dimezzato il numero di spermatozoi

29/07/2017

La concentrazione di spermatozoi nei maschi occidentali si è dimezzata. Negli ultimi quarant’anni ha conosciuto un costante e significativo declino al quale, probabilmente, hanno contribuito fattori ambientali e stili di vita. È quanto riferisce uno studio della Hebrew University di Gerusalemme (Israele) e dall’Icahn School of Medicine at Mount Sinai di New York (Stati Uniti). È l’ultimo dato di una tendenza già nota da tempo: «La riduzione del numero di spermatozoi è già stata provata fin dall’inizio del ‘900 con la misurazione del volume dei testicoli», ricorda il professor Paolo Emanuele Levi Setti, direttore dell’Humanitas Fertility Center, sul Corriere della Sera.

La ricerca pubblicata su Human Reproduction Update è una revisione di 185 studi realizzati a partire dal 1973 su più di 43 mila individui. Lo studio dà conto di un declino continuo nel tempo della concentrazione spermatica e della conta spermatica totale (il numero di spermatozoi in un campione di liquido seminale) negli uomini di Europa, America del Nord, Australia e Nuova Zelanda. Per la concentrazione degli spermatozoi il calo è del 52,4% mentre sfiora il 60% per la conta spermatica. Nessun declino rilevante è stato riferito per le popolazioni di America del Sud, Asia e Africa, dove però sono stati condotti pochi lavori di ricerca.

(Per approfondire leggi qui: Infertilità, la prevenzione parte da giovani)

Fumo, obesità e agenti chimici

Sebbene lo studio non abbia esaminato le cause, i ricercatori ricordano come il numero degli spermatozoi sia stato precedentemente associato all’influenza dello stile di vita e dell’ambiente: dall’esposizione alle sostanze chimiche e ai pesticidi, dal fumo allo stress all’obesità. «Abbiamo dei sospetti – spiega il professor Levi Setti – per esempio su alcuni inquinanti ambientali che possono avere un effetto negativo sugli ormoni maschili e sulla qualità, oltre che sul numero, degli spermatozoi».

L’impatto sulla fertilità dell’esposizione agli agenti pericolosi partirebbe prima della nascita: «Numerose evidenze scientifiche ci dicono però che il danno alla linea germinale maschile avviene nel corso della gravidanza: probabilmente è lì che gli inquinanti hanno l’effetto maggiore sul futuro del bambino», sottolinea lo specialista al Corriere della Sera.

(Per approfondire leggi qui: Fertility Day, i consigli per difendere la salute riproduttiva)

Secondo gli autori dello studio la proporzione degli uomini con una conta spermatica sotto la soglia della sub-fertilità o dell’infertilità è in aumento. Per questo è importante che le autorità sanitarie internazionali si impegnino a indagare le cause di questa tendenza con l’obiettivo della prevenzione.

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