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Apnee del sonno, mal di testa e deficit di memoria tra campanelli d’allarme

09/06/2017

Uno dei più comuni disturbi del sonno è la sindrome delle apnee notturne. Questa condizione si caratterizza per le frequenti interruzioni del sonno dovute all’ostruzione delle alte vie aeree: il soggetto colpito respira male e va in apnea e può capitare che si svegli senza rendersene conto. Il sonno non è ristoratore e pregiudica la qualità di vita della persona. Diagnosticare la sindrome il prima possibile è dunque fondamentale, ma quali sono gli elementi da tenere sotto osservazione? Ne parliamo con la dottoressa Alessandra Ibba, pneumologa di Humanitas.

Il prezzo di questa sindrome si paga di giorno con una maggiore sonnolenza e una riduzione delle prestazioni lavorative, ma non solo. La sindrome delle apnee ostruttive del sonno aumenta anche il rischio di incidenti stradali e infortuni sul lavoro. Per questo è importantissimo rivolgersi al medico per la diagnosi e il trattamento appropriato. Sentirsi stanchi di giorno e accusare sonnolenza sono segnali d’allarme.

(Per approfondire leggi qui: Apnee ostruttive del sonno, il rischio d’incidenti sul lavoro raddoppia)

Uomini a maggior rischio di donne

Se non si dorme da soli spesso è il partner a rendersi conto delle interruzioni del sonno. In altri casi quali sono i sintomi che potrebbero far pensare alla sindrome delle apnee notturne? «Si tratta di pazienti il più delle volte russatori – risponde la dottoressa Ibba – che si svegliano con la sensazione di non aver riposato efficacemente e che possono lamentare stanchezza cronica, cefalea mattutina, difficoltà di concentrazione e deficit di memoria».

Naturalmente la prevenzione è decisiva per evitare che questo disturbo possa svilupparsi. Sono diversi i fattori di rischio, solitamente distinti tra modificabili e non modificabili. Tra questi ultimi rientrano l’età – la sindrome è più comune dopo i 40 anni – il genere – con gli uomini più a rischio delle donne che però sono più esposte dopo la menopausa – e la familiarità.

Apnee e salute cardiovascolare

Per i fattori di rischio modificabili bisogna guardare agli stili di vita, in particolare a quelli che portano a sovrappeso e obesità: «Sicuramente nella maggior parte dei pazienti è l’eccesso di peso corporeo che, condizionando il deposito di adipe a livello del collo, facilita la comparsa delle apnee ostruttive. Il calo ponderale determina la scomparsa delle apnee fino alla risoluzione della malattia».

(Per approfondire leggi qui: Lo sai che una pallina da tennis aiuta a ridurre le apnee nel sonno?)

Bisogna comunque prestare attenzione anche a particolari caratteristiche anatomiche in soggetti normopeso: «Talvolta, però, condizioni anatomiche che comportano una riduzione dello spazio respiratorio delle prime vie aeree possono condizionare lo sviluppo della malattia anche in pazienti normopeso. La necessità di individuare ed eventualmente trattare precocemente la malattia è data anche dal fatto che esiste uno stretto legame tra sindrome delle apnee e l’ipertensione arteriosa (oltre la metà dei pazienti colpiti sono ipertesi), aritmie cardiache, ipotiroidismo, alterazioni ormonali e metaboliche», conclude la dottoressa Ibba.

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