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Cuore, il “decalogo” della prevenzione dopo la menopausa

12/05/2017

Anche per la salute del cuore l’ingresso nella menopausa rappresenta un momento decisivo. L’ingresso in post menopausa è caratterizzato da un aumento dell’incidenza di eventi cardiovascolari avversi, dall’infarto all’ictus, per le alterazioni a cui l’organismo va incontro. La donna diventa dunque più vulnerabile. Come cambia la prevenzione per una donna che ha superato la soglia dei 50-55 anni? In che modo deve proteggere il suo cuore? Ne abbiamo parlato con la dottoressa Maddalena Lettino, responsabile dell’Unità operativa di Cardiologia dello Scompenso di Humanitas.

L’uscita dall’età fertile si caratterizza per una serie di variazioni ormonali che si ripercuotono anche sulla salute cardiovascolare: «Termina quella fase ormonale di solito associata alla mancata comparsa di ipertensione, ipercolesterolemia e altri fattori di rischio per il cuore. La donna diventa esposta così come succede agli uomini di pari età. Da questo momento in poi chi ha seguito uno stile di vita salutare deve continuare a farlo, chi non l’abbia fatto, avendo però beneficiato della protezione ormonale, deve cominciare a rivedere le proprie abitudini», sottolinea la specialista. Ma in che modo?

  • Obiettivo 80 cm. L’aumento di peso è comune nelle donne in post-menopausa: «Cambiano il profilo ormonale e il metabolismo pertanto, anche mantenendo lo stesso apporto calorico, aumenta la quota di calorie convertite in grasso. Cambia anche la distribuzione del grasso, con gli accumuli che tendono a concentrarsi negli spazi viscerali. Questo tipo di grasso produce sostanze pro-infiammatorie che contribuiscono ad aumentare il profilo di rischio cardiovascolare. È importante perdere il peso in eccesso e provare a ridurre il girovita, avvicinandosi alla soglia degli 80 cm»;
  • Muoversi, muoversi di più. Per il controllo del peso corporeo un contributo arriva dall’attività fisica: «Le linee guida internazionali suggeriscono 150 minuti di attività fisica aerobica a intensità moderata ogni settimana: dalla camminata a passo veloce alla corsa, dal nuoto al ballo alla bicicletta, anche a casa. Chi era già abituata a fare esercizio fisico e magari ha preso qualche chilo può provare a fare qualcosa in più. Ricordiamo che i benefici dell’attività fisica si estendono anche alla salute delle ossa e del metabolismo»;

(Per approfondire leggi qui: Sport in menopausa. Si può, anzi, si deve fare!)

  • Un pizzico di sale in meno. «Senza rinunciare al gusto è bene consumare sale con parsimonia». L’Oms-Organizzazione mondiale della Sanità ne raccomanda meno di 5 gr al giorno. Attenzione dunque ai condimenti (sale da tavola, soia) e ai cibi processati;

Dieta, alcol e fumo

  • Mangiare sano. «4-5 porzioni al giorno di frutta e verdura di stagione; carni bianche da preferire alle carni rosse; più pesce in tavola, per beneficiare dei grassi buoni come gli omega 3; preferire i cereali integrali alle farine raffinate e i prodotti caseari a basso contenuto di grassi»;
  • Smettere di fumare;
  • Poche bollicine. «Gli alcolici vanno consumati con moderazione, senza rinunciare al classico bicchiere di vino che accompagna i pasti»;
  • Provare a tenere a bada lo stress. «È importante saper controllare le emozioni, provare a rilassarsi se le abitudini quotidiane, il lavoro, la gestione della casa e la cura della famiglia lo permettono»;
  • Terapia ormonale? Solo per motivi ginecologici. «Senza sperare in un beneficio diretto sulla salute cardiovascolare ma senza demonizzarne i possibili effetti indesiderati, si potrà fare ricorso alla terapia ormonale sostitutiva. Naturalmente a decidere sarà il ginecologo: la terapia potrà essere seguita solo se indicata da un punto di vista clinico per ragioni ginecologiche e di benessere generale, non a scopo protettivo per il cuore. Questo “effetto scudo” non è stato confermato dalla ricerca scientifica»;

(Per approfondire leggi qui: Da oggi, in menopausa, prurito e secchezza sono solo un lontano ricordo)

  • Visite ed esami. «I fattori di rischio andranno tenuti sotto osservazione con controlli periodici. Se mai lo si è fatto è bene cominciare a sottoporsi a esami clinici per monitorare pressione arteriosa e livello di colesterolo nel sangue».

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