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Sindrome colon irritabile, con la Dieta FodMap di Cinzia Cuneo addio gonfiore

14/01/2017

Tornare ad avere la “pancia piatta” è un desiderio di tante persone con sindrome dell’intestino irritabile. Sgonfiare la pancia è possibile con la giusta dieta, ad esempio con la Dieta FodMap. Basta limitare il consumo dei cibi che “fermentano” e che possono così creare disagio a chi soffre di questa malattia. Ambasciatrice di questa dieta ideata in Australia è Cinzia Cuneo, autrice del libro “La Dieta FodMap”, pubblicato da Sperling & Kupfer.

La sindrome dell’intestino irritabile è spesso caratterizzata proprio da gonfiore, oltre che da crampi e alterazione della regolarità intestinale. Per il suo trattamento la Dieta FodMap si accredita come una valida opzione. Ad averla messa a punto sono stati due ricercatori della Monash University di Melbourne, un gastroenterologo e una dietista. Dalla sua prima pubblicazion, oltre dieci anni fa, l’efficacia della dieta è stata validata da diverse ricerche scientifiche ed è entrata nella pratica clinica.

In cosa consiste la Dieta FodMap?

FodMap è un acronimo che sta per Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides and Polyols, ovvero oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi fermentabili e polioli, tutti zuccheri semplici e altre molecole fermentabili nell’intestino grazie all’azione dei batteri intestinali. Questi componenti sono presenti ovunque, in diversi tipi di frutta e verdura, in alcuni formaggi e derivati del latte e nei cereali. Tra gli alimenti da evitare, proprio perché altamente fermentabili ci sono per esempio carciofi e cavolfiore, funghi, aglio e cipolle, mele e pere, latte di mucca, capra e pecora.

Tra i prodotti low-Fodmap, quindi a basso contenuto di queste molecole fermentabili e ammessi dalla dieta australiana, ci sono invece ceci e lenticchie in scatola, zucchine, zenzero, ravanelli, broccolo, finocchi e lattuga, latte e derivati senza lattosio, frutti di bosco, kiwi e uva. 

(Per approfondire leggi qui: Intestino irritabile, i benefici della dieta Fodmap)

unnamedIl cibo inevitabilmente «è tra le maggiori preoccupazioni dei pazienti affetti da questa sindrome. La maggior parte descrive alcuni alimenti come scintille che accendono  la sintomatologia intestinale. E spesso, molti di loro, cercano di escludere alcuni tipi di alimenti per migliorarla. Anche sul fronte medico, nel corso degli anni, sono stati sperimentati  numerosi approcci dietetici che si muovono in questa direzione. La verità è che non esiste una formula magica valida per tutti», ricorda nella prefazione al libro di Cinzia Cuneo il professor Silvio Danese, gastroenterologo e responsabile del Centro Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali di Humanitas e docente di Humanitas University.

Nel libro tante ricette a basso contenuto di FodMap

Limitare l’apporto dei cibi che fermentano effettivamente può alleviare lo stress in caso di colon irritabile, non a caso si parla di Low FodMap diet, dieta a basso apporto di FodMap. «La FodMap diet offre sicuramente una valida alternativa terapeutica per molti pazienti, ma dopo aver “fornito” la fatidica lista degli alimenti, i pazienti con intestino irritabile si ritrovano a volte spiazzati, soprattutto nel dover “abbandonare” la routine alimentare».

(Per approfondire leggi qui: Sindrome colon irritabile, in quali casi bisogna mangiare più fibre? Guarda il video)

Per superare questo “smarrimento” arriva in soccorso il libro di Cinzia Cuneo, una piccola bibbia della dieta made in Australia con i consigli utili per seguirla e oltre 100 ricette, dalla colazione alle zuppe, dai secondi di carne e pesce a quelli vegetariani fino ai dolci. 

E la fruizione del libro continua anche online. Cinzia Cuneo è infatti la fondatrice di SOSCuisine, un blog internazionale che unisce l’amore per la cucina al benessere e alla cura della persona. Su soscuisine.it sono presenti menu Low FodMap personalizzabili e sempre aggiornati.

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