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Contro gli attacchi d’asma un aiuto dalla vitamina D?

04/10/2016

In aggiunta al normale trattamento per l’asma, dei supplementi di vitamina D potrebbero aiutare a ridurre il numero degli attacchi più severi. È il risultato di una ricerca condotta da Cochrane, una rete indipendente di ricercatori e professionisti del mondo della salute. Lo studio non ha raggiunto dei risultati conclusivi tali da consigliare a chiunque soffri d’asma di ricorrere all’integrazione di vitamina D.

Rivolgersi al medico curante è indispensabile prima di poter pensare a questa opzione terapeutica, soprattutto alla luce del fatto che non è chiaro se la supplementazione di vitamina D possa essere utile solo a chi presenta una carenza di questa vitamina, ha detto alla Bbc il primo ricercatore dello studio, un professore della Queen Mary University of London (Regno Unito). Una limitazione della ricerca è che non è nota la soglia di vitamina D sotto la quale la supplementazione possa essere benefica.

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I ricercatori hanno revisionato sette studi relativi a 435 bambini e due studi condotti su 658 adulti, provenienti da diversi Paesi, dall’India al Giappone dalla Polonia agli Stati Uniti. Solo pochi pazienti erano affetti da un asma severo (la grande maggioranza di pazienti soffriva di forme lievi o moderate: un’altra limitazione allo studio). Anche durante i singoli studi (durati da 6 a 12 mesi) i pazienti hanno continuato il trattamento.

Gli scienziati hanno valutato gli effetti dell’assunzione di vitamina D

Nei pazienti che avevano fatto ricorso alla supplementazione il rischio di attacchi d’asma così severi da necessitare un accesso alle strutture sanitarie si era ridotto dal 6% al 3%. Inoltre era diminuita anche la frequenza di attacchi d’asma che invece richiedevano un trattamento con steroidi.

Tuttavia, notano in conclusione i ricercatori, con la vitamina D non miglioravano né la funzione polmonare né i sintomi della patologia giorno dopo giorno. In ogni caso non sono stati registrati effetti collaterali.

«È da qualche anno che si ipotizza che la Vitamina D possa avere un ruolo eziopatogenetico nell’asma bronchiale. Più studi hanno infatti evidenziato una relazione tra il grado di ostruzione bronchiale e i livelli di Vitamina D, e tra quest’ultima e il numero e la gravità delle crisi asmatiche. Il meccanismo con cui questo avverrebbe non è ben chiaro ma sembra che la Vitamina D moduli la cascata infiammatoria tipica della patologia asmatica e inibisca il rimodellamento bronchiale», spiega la dottoressa Alessandra Ibba, pneumologa dell’ospedale Humanitas.

Evidenze limitate a pazienti con asma lieve e moderato

«Tuttavia – aggiunge – l’analisi recentemente pubblicata da Cochrane sottolinea il limite e l’incompletezza dei dati finora in nostro possesso. In particolare le evidenze si limitano a malati con asma di grado lieve e moderato, non è chiaro se il supplemento di Vitamina D possa avere beneficio su tutti i pazienti o solo su quelli con bassi livelli basali di Vitamina D e se i benefici siano dose-dipendenti. Infine la riduzione del numero di riacutizzazioni in questi pazienti non era accompagnata da un miglioramento degli esami funzionali».

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«Attualmente, in attesa di maggiori evidenze, le linee guida internazionali non consigliano la supplementazione di Vitamina D nei paziente con asma bronchiale», conclude la specialista.

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